Berlusconi: "Fini? Nessuna ripercussione sul governo"

Gianfranco Fini e Silvio Berlusconi
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Il premier in un'intervista rilasciata per il nuovo libro di Bruno Vespa parla anche dei dissensi manifestati dal cofondatore del Pdl: "Le sue questioni non sono mai state proposte nelle nostre riunioni e non giustificano decisioni drastiche”

"Ho inteso e intendo costruire un partito che duri decenni e sia il protagonista della storia italiana. Un partito così può essere soltanto democratico e trasparente con uno statuto che attribuisce ai singoli organi direttivi delle precise responsabilità. Ci si riunisce, si discute, si pongono problemi e se non c'è unanimità di vedute si mettono ai voti i singoli provvedimenti e la minoranza deve adeguarsi alle decisioni della maggioranza anche per quanto riguarda il voto in Parlamento. Questa è la regola che vige in tutti i partiti democratici dell'Occidente". Silvio Berlusconi lo ribadisce a Bruno Vespa, nella "lunga conversazione sui suoi sedici anni di vita politica, rivista e aggiornata martedì 18 maggio e destinata al libro 'Nel segno del Cavaliere' in uscita il 28 maggio".

L'anchorman, nelle anticipazioni diffuse anche oggi, chiede a Berlusconi "perché questa guerriglia di Fini e dei suoi amici?" e il presidente del Consiglio risponde: "Quello che è accaduto dopo le elezioni regionali del 2010 non ha alcuna attinenza con quanto le ho appena detto. Nessuno dei temi evocati da Fini è mai stato proposto nelle nostre riunioni, né portato in discussione nell'Ufficio di presidenza, né comunicato a me come presidente del Popolo della Libertà né ai tre coordinatori nazionali. Nemmeno a Ignazio La Russa che pure ha sempre avuto contatti regolari e frequenti con il presidente della Camera".

"In ogni caso - riprende Berlusconi - lo stesso intervento pronunciato da Fini nel corso della riunione della Direzione ha dimostrato che non vi erano dissensi su questioni politiche essenziali tali da giustificare le drastiche decisioni che poche settimane prima erano state ventilate nel corso del mio incontro con il presidente della Camera".

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