Intercettazioni, il governo frena. Oggi sit-in a Roma

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Parziale marcia indietro sulla stretta. Il Pdl: "Pene meno dure per i giornalisti". Restano maxi-multe per gli editori. SKY annuncia ricorso presso tutte le autorità competenti. Popolo viola e associazioni in piazza per protestare

Resta alta la tensione sulle intercettazioni. Dal governo arriva un dietrofront sulle pene per i giornalisti mentre restano le maxi-multe per gli editori che pubblicheranno le telefonate prima della chiusura delle indagini.

Il relatore del ddl, Roberto Centaro (Pdl), ha annunciato a Sky Tg24 la volontà di ritirare l’emendamento che aggrava le pene per i giornalisti che pubblicano atti di un procedimento penale di cui sia vietata per legge la pubblicazione. Rimangono, però, le pene già approvate in Commissione Giustizia del Senato: “Vengo da una riunione con il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e Niccolò Ghedini nella quale, ovviamente con l’accordo del presidente Berlusconi si è deciso di ritirare l’emendamento 1.2008 del relatore che aggrava le pene per i giornalisti nel caso di pubblicazione di una notizia”. Rimangono però quelle già approvate in Commissione. Una decisione presa con l'accordo di Silvio Berlusconi dopo una riunione con il ministro della Giustizia Angelino Alfano e Niccolò Ghedini, consigliere giuridico del premier. Ora l'attenzione è rivolta a lunedì, quando riprenderanno i lavori, prima del'approdo del disegno di legge in Aula. Via libera, intanto, alla norma che prevede ammende fino a 464mila euro per gli editori. Disco verde anche per il cosiddetto “emendamento D'Addario”, che stabilisce da 6 mesi a 4 anni di carcere per chi, se non giornalista o parte lesa, utilizza intercettazioni fraudolente captate tra presenti.

Intanto contro la stretta sulle intercettazioni scende in campo anche Sky Italia che chiederà un intervento a tutte le Autorità internazionali competenti, anche ricorrendo presso la Corte europea dei diritti dell’Uomo contro il disegno di legge accolto “con grande preoccupazione”. Per il gruppo di Murdoch le norme “rappresentano un grave attacco alla libertà di stampa e di espressione, ma soprattutto costituirebbero una grande anomalia a livello europeo”. “Il diritto a un’informazione completa è un diritto irrinunciabile per ogni cittadino, ma è anche un dovere fondamentale per ogni editore”, spiega Sky Italia.

Scende in piazza anche il Popolo viola e le associazioni che vogliono manifestare contro la cosiddetta "legge bavaglio". Oggi a partire dalle 14 sit-in a Montecitorio e in altre città d'Italia.

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