Intercettazioni: arriva il via libera per alcune norme

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Riunione fiume fino alle prime luci dell'alba per la commissione giustizia al Senato. Approvata la cosiddetta norma D'Addario: vietato fare registrazione senza il consenso di tutti i presenti

La Commissione giustizia del Senato accelera e dà il via libera in nottata a numerose norme 'calde' del disegno di legge sulle intercettazioni. La riunione è terminata alle 3.40 e riprenderà alle 14 e 30. Nel corso della lunga seduta notturna hanno ricevuto l'ok la cosidetta norma 'D'Addario' e le norme sul diritto di cronaca, ribattezzate 'Salva-Iene'. Non si potranno fare riprese tv di processi se non ci sarà il consenso di tutti cosi' come le 'talpe' che rivelino atti o notizie del processo coperti da segreto rischiano da uno a 6 anni di carcere.

La cosidetta norma D'Addario prevede che nessuno potrà più registrare conversazioni senza che ci sia il consenso di tutte le parti interessate. Ne fare riprese visive. Chiunque verrà condannato per riprese e registrazioni fraudolente rischia fino a 4 anni di carcere. Si farà eccezione nei casi in cui tali registrazioni vengono fatte per la sicurezza dello Stato o per dirimere una controversia giudiziaria o amministrativa.
La norma sul diritto di cronaca, fortemente voluta dall'opposizione, prevede invece che il giornalista professionista che effettuerà riprese e registrazioni nell'ambito di attività di stampa o di cronaca sancite solennemente dall'articolo 21 della Costituzione non rischierà alcuna condanna

Un'altra norma varata, bocciando tutti gli emendamenti soppressivi presentati dall'opposizione, prevede di dare immediato avviso al Vaticano se un pm intercetta un uomo di chiesa. Resta ancora da definire la parte relativa all'inasprimento delle pene per i giornalisti. Stanotte il confronto tra i poli  e' stato molto teso con l'opposizione che ha dichiarato opposizione ad oltranza.

Il clima in commissione Giustizia del Senato è  stato abbastanza sereno fino a quando non si è arrivati ad affrontare le norme sulla libertà di stampa. Sul comma 26 dell'articolo 1, infatti, la discussione si è fatta accesa e sono volate anche parole grosse. Al senatore Vincenzo Vita (Pd) che stava parlando di articolo 21 della Costituzione e di necessità di garantire libero accesso all'informazione, ha replicato duramente il collega del Pdl Mariano Delogu dicendo ad alta voce: "ci stanno rompendo i coglioni!".

La reazione dell'esponente della maggioranza ha scatenato critiche anche tra i senatori del Pdl. E immediata è stata la replica di Vita: "Io non sono abituato a questi toni, avete perso il senso della misura". "Da questo momento in poi - ha incalzato il vicepresidente del gruppo del Pd Felice Casson - faremo vero ostruzionismo, senza concedere tregua. Non ci sono, infatti, margini per tentare di raggiungere un'intesa nè sui tempi, nè sui modi, nè sui contenuti. Da ora si interverrà a oltranza".

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