Intercettazioni, Santanché: sì a privacy mafiosi

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Il sottosegretario per l'Attuazione del programma di governo: “E’ un abuso intercettare un mafioso che parla con un familiare. Insorgono Pd e Idv. Anche la maggioranza prende le distanze, Granata (Pdl): “Sconcertante”

Ancora polemiche intorno al disegno di legge sulle intercettazioni telefoniche. Daniela Santanché ha difeso il diritto alla privacy dei boss mafiosi. "Che senso ha intercettare un mafioso mentre parla con la madre? E' un abuso" ha detto il sottosegretario per l'Attuazione del programma di governo nel corso della trasmissione Mattino Cinque. Parole "scandalose" per Pd e Idv, "sconcertanti" secondo il vicepresidente della commissione antimafia, Fabio Granata.

"Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire. La divulgazione di intercettazioni che riguardano la sfera intima e privata della persona, e non i reati per i quali l'intercettazione è stata disposta, rappresenta un'inaccettabile violazione della privacy e dei diritti delle persone" ha ribadito poi la Santaché rincarando la dose. "Non le parole ma i fatti dimostrano che questo governo stia dando ampia prova di come si combatta la mafia senza sconti ed esitazioni. Il resto sono polemiche inutili che non possono trovare spazio".

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