Calderoli: "Mi chiedo se servano i sacrifici in Afghanistan"

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Dopo l'uccisione dei due militari italiani nel Paese asiatico il ministro per la Semplificazione torna a esprimere le perplessità della Lega sulla missione a Kabul. Ma per il premier essa resta fondamentale per "la pacificazione di un'area strategica"

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E' destinato a suscitare nuove polemiche il primo commento politico sull'uccisione dei due militari italiani e il ferimento grave di altri due a seguito dell'esplosione d'un ordigno rudimentale, verificatasi in Afghanistan alle 9.15 del 17 maggio. Si tratta delle parole di Roberto Calderoli che, ospite de "La Telefonata" su Canale 5, è intervenuto a proposito dell'eventuale decisione del governo di lasciare il Paese asiatico, dichiarando che "nessuna decisione sarà presa  unilateralmente ma insieme a livello internazionale". Subito dopo, però, il ministro per la Semplificazione non ha nascosto le perplessità, che già da tempo il Carroccio nutre sulla missione italiana a Kabul: "Al di là delle vite umane che fanno spaccare il cuore, bisogna verificare se questi sacrifici servano o meno a qualcosa".

Sulla tragedia dei militari italiani si sono susseguite, com'era inevitabile, le dichiarazioni degli altri esponenti del mondo politico, a partire dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Come riferito da una nota di Palazzo Chigi, il premier, dopo aver espresso "il profondo  cordoglio, suo personale e dell'intero Governo, alle famiglie dei militari caduti", è tornato a sottolineare "la fondamentale importanza della missione in Afghanistan per la stabilità e la pacificazione di un'area strategica". Concetti equivalenti sono comparsi nel messaggio, inviato dal presidente del Senato Renato Schifani al Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini: "Ancora una volta l'Italia piange altri due suoi caduti per la libertà e la pace. Due soldati italiani uccisi dal terrorismo, perché difendevano la democrazia e la sicurezza internazionale".

Parole misurate, invece, quelle espresse dal Presidente della Camera Gianfranco Fini all'inizio del convegno "Dalla moratoria all'abolizione della pena capitale", organizzato dalla comunità di Sant'Egidio a Roma: "Lo scacchiere internazionale continua a provocare lutti e tragedie. Rivolgo alle forze armate e alle famiglie dei due militari morti in Afghanistan il senso della più cordiale e sincera partecipazione".

Cordoglio anche da parte di Gianfranco Rotondi e Maurizio Gasparri, i quali, però, a differenza di Calderoli sono tornati a insistere sull'importanza e sul significato della missione italiana a Kabul in piena sintonia con la posizione del presidente del Consiglio. Il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo ha infatti dichiarato: "Piangiamo due eroi, ricordandoli nella preghiera, esprimendo la nostra vicinanza alle loro famiglie come agli altri due militari feriti. Abbiamo la responsabilità di continuare la missione di pace e di edificatori della libertà e della democrazia in Afghanistan in un quadro di accordi e intese internazionali a cui, ovviamente, terremo fede"; non da meno il presidente dei senatori del Pdl che, con toni panegiristici, ha affermato: "Solidarietà alle Forze Armate e commosso cordoglio per le nuove vittime italiane nella lotta al  terrorismo fondamentalista. Siamo perfettamente consapevoli dei gravi rischi che comportano le missioni internazionali, a cui l'Italia sta partecipando e, in particolare, quella in Afghanistan. Ma l'impegno per la democrazia e la libertà e la lotta contro il terrorismo assassino devono proseguire. In questo momento di rinnovato dolore per l'intera comunità nazionale, nell'abbracciare i familiari dei nostri caduti, confermiamo la necessità di un convinto impegno dell'Italia su tutti i fronti, che ci vedono impegnati con coraggio e spirito di sacrificio".

Un invito alla riflessione è giunto, invece, dal segretario del Pd Pierluigi Bersani che, unitosi al generale cordoglio per l'accaduto, ha rilevato: "Bisogna che riflettiamo sull'evoluzione di quella missione, come peraltro sta facendo il presidente Obama che ha espresso l'esigenza di un atto di responsabilità del governo afghano, un coinvolgimento più diretto e impegnativo per le potenze confinanti. Quindi con la possibilità di una evoluzione rapida di quella missione che, oltre a fronteggiare i talebani, dovrebbe dare appoggio al governo afghano e via via garantire elementi ordinari di sicurezza".


Posizione più marcatamente critica è stata assunta da Felice Belisario, presidente dei senatori dell'Idv, che, dopo aver espresso le proprie condoglianze ai familiari delle vittime, ha aggiunto: "Il governo deve immediatamente venire a riferire in aula, spiegarci quali sono le condizioni di sicurezza in cui vivono le nostre truppe a Herat e Kabul e, soprattutto, spiegarci cosa ci facciamo ancora lì. Quando in Iraq la situazione è diventata pericolosa, il governo italiano ha ritirato le proprie truppe. E' da tempo che tutto l'Afghanistan è diventato una zona di guerra. E' ora di pensare a un'exit strategy, perché è da irresponsabili restare ancora".

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