"Fuori chi sbaglia" dice Berlusconi. Bersani vuole chiarezza

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Bufera politica sulla lista di Anemone. Mentre il centrodestra dice no a liste di proscrizione, l'opposizione chiede che le indagini vadano avanti "fino in fondo". L'Idv avanza la richiesta di una commissione parlamentare d'inchiesta

La lista segreta di appalti e ristrutturazioni di Diego Anemone provoca un terremoto nel mondo politico. Insorge il Pdl, che denuncia un "massacro mediatico", mentre il segretario del Pd Pier Luigi Bersani chiede che "si vada fino in fondo". E l'Italia dei valori, con Massimo Donadi, chiede "una  commissione parlamentare d'inchiesta contro la 'Casta"'.

"Nessuna cautela" da parte del Pd, assicura il segretario Bersani. "A questa cosa - spiega - bisogna andare assolutamente a fondo. Questa cosa non è una somma di casi, ma è un vero e proprio  meccanismo che ha origine in un'intenzionalità politica di allargamento di appalti riservati e fuori gara in un'applicazione  distorta delle direttive comunitarie. Il governo lasci fare alla magistratura quello che deve fare e si preoccupi di dire cosa pensa di questo meccanismo. Occorre mettere mano all'impianto, altrimenti al  corruzione dilaga. Si vada a fondo".

"Berlusconi - tuona Antonio Di Pietro - ha ragione quando dice che non è una nuova Tangentopoli: ci sono lui e i suoi  come erano nella prima, è sempre quella, in cui ci sono tutti i suoi  amici. Per questa ragione e una volta per tutte bisogna mandarli a casa".

Il premier intanto dichiara che non si tratta di una nuova Tangentopoli, ma se altri uomini di governo dovessero risultare implicati nell'affare Anemone, allora le cose prenderebbero un'altra piega. Chi sbaglia è fuori, avrebbe fatto sapere.

Umberto Bossi fiuta un'aria "un po' strana" e fa capire di non escludere che dietro l'inchiesta sul G8 si nasconda una nuova offensiva contro il premier; anzi si pone, insieme a Tremonti, quale difensore e garante dell'esecutivo contro il rischio delle elezioni anticipate. Ma certo, se altri ministri dovessero finire al centro dell'inchiesta, allora anche il Carroccio avrebbe difficoltà a difendere la trincea.

"Siamo in una situazione per un verso  paradossale per un altro verso gravissima - denuncia il capogruppo del  Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto - . Prima vengono offerti in pasto elenchi di nomi poi, chissà quando, verranno fatte le indagini. Nel frattempo ogni nome è offerto al massacro mediatico, indipendentemente dalle ragioni per cui esso si trova nel computer di Anemone. Ovviamente il segreto istruttorio è praticamente annullato  da tempo e in compenso ci troviamo di fronte all'ennesima lista di proscrizione".

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