Inchiesta appalti, Berlusconi: chi sbaglia fuori

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Non siamo di fronte ad una nuova tangentopoli e si tratta di vicende che finché riguardano i singoli non possono indebolire il governo, ma se dovesse emergere che qualcuno ha sbagliato pagherà. Così il premier avrebbe commentato l'inchiesta di Perugia

Prima il caso Scajola , poi il coinvolgimento di un collaboratore del ministro Matteoli. L'inchiesta appalti condotta dai pm di Perugia continua ad allargarsi. "E siamo solo all'inizio". Così il premier Silvio Berlusconi avrebbe commentato, secondo indiscrezioni, le novità che stanno interessando nomi eccellenti dello stato.

Il premier, che nella serata di mercoledì ha incontrato alcuni imprenditori a Palazzo Grazioli sarebbe dunque tornato sui fatti che hanno coinvolto membri dell'esecutivo ed esponenti della maggioranza. E, a chi gli faceva notare che qualcuno parla di nuova Tangentopoli, avrebbe replicato affermando che si tratta di vicende che finché riguardano il comportamento dei singoli, fra l'altro tutte da dimostrare, non possono indebolire il governo che c'è, è solido e andrà avanti.
Certo, avrebbe aggiunto il presidente del Consiglio, se dovesse emergere che qualcuno ha sbagliato ne pagherà le conseguenze con l'uscita dal governo o dal partito. Secondo i presenti , Berlusconi si sarebbe detto deluso dall'ex ministro Claudio Scajola.

"Siamo in una situazione per un verso paradossale per un altro verso gravissima: prima vengono offerti in pasto elenchi di nomi poi, chissà quando, verranno fatte le indagini" ha dichiarato il presidente del deputati del Pdl. Vannino Chiti, sempre sulla lista di nomi resa nota dai quotidiani, ha chiesto che venga venga fatta chiarezza ma, ha aggiunto, "no ai processi di piazza". ASCOLTA LE DICHIARAZIONI







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