Berlusconi a Fini: pronto a mettere una pietra sopra a tutto

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Dopo lo scontro in diretta tv e le tensioni all’interno del Pdl, il premier tende la mano al presidente della Camera. E spiega: bisogna essere uniti in una fase delicata del Paese e della situazione internazionale

BERLUSCONI-FINI: LA FOTOSTORIA

Silvio Berlusconi lancia un appello a Gianfranco Fini: sono disposto a mettere una pietra sopra a tutto, bisogna essere uniti in una fase delicata del paese e della situazione internazionale. Un ramoscello d'Ulivo per il presidente della Camera auspicando che lo raccolga con l'idea di rinsaldare l'alleanza e consentire a maggioranza ed esecutivo di proseguire con maggior tranquillità la strada già tracciata che li dovrà portare a realizzare, nell'arco della legislatura, il programma presentato agli italiani.

Il premier non ha dubbi sulla durata del governo e chiede anche agli amministratori locali di fare la loro parte, ricordando agli assessori laziali del Pdl, incontrati ieri a cena insieme a Renata Polverini, l'impegno preso dai candidati governatori del Popolo della libertà a piazza San Giovanni, a partire dalla realizzazione del piano casa.

L'invito del presidente del Consiglio all'ex leader di An nasce da una serie di riflessioni, prima tra tutte quella sull'atteggiamento tenuto negli ultimi giorni dal cofondatore del Pdl al quale viene riconosciuto, al di là delle parole, di non aver messo realmente i bastoni fra le ruote al governo e alla maggioranza.

Anche per questo i 'pontieri' del Pdl continuano a lavorare per tenere vivo un canale di comunicazione fra i due leader. Resta però ancora una incognita la possibilità che il lavoro dei pontieri possa portare ad un incontro a breve tra Silvio Berlusconi e il presidente della Camera. La coesione della maggioranza, avrebbe ripetuto diverse volte il presidente del Consiglio ai suoi interlocutori, si verifica sui numeri. I finiani si sono comportanti fino ad ora in modo leale, avrebbe osservato, vediamo cosa accadrà in futuro. Il pensiero corre al disegno di legge sulla cittadinanza breve che vede favorevoli i fedelissimi dell'ex leader di An, ma che incontra la contrarietà della maggioranza del partito.

L'argomento sarà discusso nella direzione, spiegano alcuni dirigenti del Pdl, e lì si capirà quale sarà l'atteggiamento della minoranza. Nel Pdl però si sottolinea come a mettere i bastoni tra le ruote ai cosidetti pontieri potrebbero essere gli ex An. Il lavorio delle colombe avrebbe come finalità appunto quella di provare per l'ultima volta a riavvicinare i due co-fondatori del partito. L'estremo tentativo per siglare magari un nuovo patto. Solo di fronte a questo scenario, spiega chi ha avuto modo di parlare con il premier, Berlusconi sarebbe alla fin fine disponibile a un incontro.

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