Fini: "In Italia troppo precariato"

Gianfranco Fini
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Il presidente della Camera durante un convegno di Fare Futuro: “In Italia corriamo il rischio che la flessibilità diventi eccesso di precarietà. Necessario riformare il mercato del lavoro”. Sulla crisi: “Serve politica economica per lo sviluppo”

La flessibilità necessaria in un mercato del lavoro moderno, non può diventare eccesso di precarietà, cosa che si corre il rischio che avvenga nel nostro paese. Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo ad un convegno organizzato dalla fondazione “Fare Futuro”, sul tema del lavoro e dello sviluppo.

"L'Italia negli anni - ha detto Fini - è passata da un mercato del lavoro troppo rigido all'eccesso opposto e oggi il carico di flessibilità spesso è diventato uno stato di precarietà permanente: ciò è in contraddizione con quanto sta avvenendo nel mercato del lavoro del resto d'Europa". In Germania ad esempio, ha ricordato il presidente della Camera, "i contratti a tempo determinato esistono, ma il trattamento salariale è più alto. In Italia, al contrario, precariato e salari bassi vanno inevitabilmente insieme e sono spesso al di sotto del minimo indispensabile. Dunque, conclude Fini, "E’ necessario riformare la legislazione sul mercato del lavoro per renderlo sì più flessibile, ma anche con le garanzie necessarie per assicurare a chi entra nel mondo del lavoro un futuro e non un destino di precarietà permanente".

Il presidente della Camera poi ha commentato anche le misure anti crisi dell’Ecofin: “E' da incoraggiare" la proposta avanzata dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, di creare una agenzia di rating europea”.

Sulle politiche per trainare l’Italia fuori dalle secche della crisi economica Fini aggiunge: "Oggi la politica economica deve realizzare un equilibrio tra la compatibilità di bilancio e la necessità di essere altamente innovativa nello sviluppo”. "Serve un attento controllo della spesa, una chiusura dei rubinetti che eviti il crack. Tuttavia governare significa indicare priorità, far prevalere certe strategie su altre. Per questo, se occorre controllare la spesa, è anche necessario destinare più risorse alla competitività del sistema".

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