Moratti: "Gli immigrati clandestini normalmente delinquono"

Letizia Moratti è sindaco di Milano dal 30 maggio 2006
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Il sindaco di Milano durante un convegno all'Università Cattolica: “Visto che la clandestinità è un reato le leggi devono essere rispettate”. Scoppia la polemica. Maroni: “Ha detto un'altra cosa che mi pare non sia propriamente questa equazione”. IL VIDEO

"I clandestini che non hanno un lavoro regolare , normalmente delinquono". Ad affermarlo è il sindaco di Milano, Letizia Moratti, durante un convegno all'Università Cattolica di Milano dedicato all'immigrazione. L'affermazione pronunciata dal sindaco nell'Aula Magna dell'ateneo alla presenza del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ha suscitato diversi brusii di disapprovazione da parte del pubblico in platea. E non solo.

Le parole del sindaco di Milano infatti hanno subito scatenato una bufera politica. "Oramai, sempre più in uno stato confusionale per i fallimenti della propria amministrazione e per le tensioni tra lei, la Lega e lo stesso Pdl, la Moratti non trova di meglio che emulare il peggior Borghezio". Così Filippo Penati (Pd), capo segreteria politica di Pierluigi Bersani. "Se qualcuno crea clandestini è lo Stato", commentano i Radicali. In difesa di Letizia Moratti arriva il ministro dell'Interno Maroni, presente al convengo della Cattolica: "Non ha detto questo. Ha detto un'altra cosa che mi pare non sia propriamente questa equazione".

Guarda la dichiarazione di Maroni:



Ma il clima è ormai acceso e l'eurodeputato dell'Idv Luigi De Magistris attacca: "Le affermazioni del sindaco di Milano Moratti confermano che nel nostro paese si sta ritornando alla colpa d'autore di Hitler, come provano anche le recenti iniziative del Governo, soprattutto il provvedimento che introduce il reato di clandestinità".

Lasciando l'Università, il sindaco Moratti ha poi rinnovato il suo appello al Viminale a modificare il reato di clandestinità per rendere possibili espulsioni rapide nel caso lo straniero irregolare sia in attesa di un processo per altri reati. "Visto che la clandestinità è un reato - ha osservato Letizia Moratti lasciando il convegno - le leggi devono essere rispettate, ma un clandestino colto in flagranza non può essere espulso se ha altri processi a suo carico". "Per garantire l'efficacia del reato di clandestinità - ha detto - occorrerebbe assorbirlo con altre fattispecie di reato e renderlo prevalente per rendere effettive le espulsioni".

Nel corso del suo intervento nell'ateneo milanese Letizia Moratti ha sottolineato che le politiche del comune in merito all'integrazione sono basate sul principio della accoglienza nella legalità e nel rispetto delle leggi. "Noi sosteniamo - ha chiarito la Moratti - tutti gli stranieri regolari che intendono avviare percorsi di integrazione". Politiche per la sicurezza, dunque per il sindaco Moratti sono collegate a quelle per l'accompagnamento sociale, con l'obiettivo di prevenire fenomeni come quello scoppiato nel febbraio scorso in Via Padova , quartiere multietnico infiammato da una sommossa di immigrati. "Casi come via Padova - ha concluso - a Milano ci sono e ci possono essere anche in altre situazioni".

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