Regionali: radicali fanno ricorso al Tar in Lombardia

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La lista Bonino Pannella chiede l'annullamento del voto. In discussione la loro esclusione e l'ammissione della candidatura di Roberto Formigoni, che, secondo una legge nazionale, non avrebbe potuto candidarsi al terzo mandato

Tre ricorsi per annullare le ultime elezioni regionali lombarde e tornare alle urne "in modo davvero democratico". A presentarli sono i radicali e l'annuncio è stato dato questa mattina, ad una conferenza stampa a Milano, da Marco Cappato (candidato radicale alla presidenza della Lombardia poi escluso dalla competizione) e dall'avvocato Simona Viola. Il primo ricorso è sulla esclusione in Lombardia della lista Bonino-Pannella alle ultime regionali e il secondo riguarda l'ammissione della lista Formigoni. Due ricorsi che, spiega Viola, "verranno notificati entro 15 giorni, perché prima ci deve essere la proclamazione degli eletti". Per il terzo, che dovrebbe seguire i primi due, i radicali stanno studiando la possibilità di un ricorso sull'elusione di una norma nazionale che prevede al massimo due mandati per i presidenti di Regione, "mentre per Formigoni questo sarebbe addirittura il quarto" sottolinea Viola.

Nel suo intervento Cappato ha cominciato puntando i riflettori sul "22esimo giorno di sciopero della fame di una parte consistente del gruppo dirigente radicale, guidato da Rita Bernardini". Un'iniziativa che intende "mettere al centro dell'attenzione la strage di legalità che sta avvenendo nel nostro Paese, da parte di un potere impotente, incapace di far rispettare le regole, che insegue i propri scandali". Per Cappato "le elezioni regionali vanno considerate nulle e si deve tornare a votare, non sono state elezioni democratiche". Nell'arco radicale c'è anche una freccia diretta a Napolitano: "Il Presidente della Repubblica si è mobilitato e preoccupato quando il più grande partito rischiava l'esclusione. Ma per noi la democrazia funziona quando vengono rispettate le regole, non quando vengono rispettati solo i grandi".

In particolare i radicali, nel primo ricorso, lamentano norme severe per la raccolta delle firme e il fatto che, contestualmente, non si adottati una serie di aiuti (come l'apertura prolungata degli uffici pubblici) per permettere alle liste di raggiungere le 3.500 firme richieste. Anche la Rai viene presa di mira: "Ha violato gli obblighi di legge di informazione" ha detto Cappato. Per quanto riguarda il secondo ricorso, "il Tar riammettendo la lista Formigoni non è andato nel merito, non ha visto se le firme erano davvero regolari" per questo "non hanno avuto bisogno di utilizzare il decreto salva liste", tuttavia, "hanno fatto una leggina che salva quel decreto perché i casi sono due: o daranno ragione a noi o dovranno usare la legge 'salva Formigoni'". E se non bastassero questi ricorsi, i radicali hanno un altro asso nella manica: "Abbiamo presentato dei ricorsi in diverse procure lombarde perché tra le firme della lista Formigoni ve ne sono 2mila che sono state autenticate quando non c'erano ancora le liste e questo è un reato". Per tutti questi motivi "martedì mattina - conclude Cappato - manifesteremo di fronte al Consiglio regionale".

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