Inchiesta G8, il testimone: “soldi e case a politici"

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Dopo giorni di accuse Scajola si dimette. Nuovi sviluppi sull’inchiesta “Grandi appalti”. Fu un socio del fratello di Anemone a ristrutturare la casa del ministro. La rassegna stampa di Sky Tg24

Dopo le dimissioni del ministro Claudio Scajola, sul Corriere della Sera, le rivelazioni dell’uomo che aveva svelato di aver consegnato gli assegni al ministero e di aver ricevuto la delega per operare sui conti di Anemone.

Il filone di indagine avviato dai pubblici ministeri di Perugia continua a puntare sulle compravendite di case. Ma anche su tangenti in denaro pari al 10 per cento dell’importo dei lavori, che sarebbero stati versati a esponenti di governo. L’unico nome contenuto nelle carte processuali messe a disposizione delle parti è quello di Pietro Lunardi, ex titolare delle Infrastrutture. Ma altri potrebbero essere coinvolti. A rivelarne i retroscena dell’attività della “cricca” che gestiva gli appalti dei Grandi Eventi è il tunisino Laid Ben Fathi Hidri nel suo interrogatorio del 25 marzo scorso. L’uomo che aveva svelato di aver “ricevuto la delega a operare sui conti di Anemone” e aver consegnato “buste dal contenuto misterioso a vari soggetti, compresi ministri”, aggiunge clamorosi dettagli.

Sulle pagine di Repubblica, invece, la notizia che fu l’architetto di Zampolini, socio di Anemone, a gestire la ristrutturazione dell’appartamento di Scajola.

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