Unità d'Italia, Napolitano: "No a polemiche pregiudiziali"

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Dallo Scoglio di Quarto, da cui partirono i garibaldini, il Presidente della Repubblica ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni per i 150 anni dell'unificazione. Chiaro invito a non considerere i festeggiamenti "tempo perso e denaro sprecato"

Dopo la visita del 4 maggio, prendono il via a Quarto gli ultimi appuntamenti ufficiali del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Alla presenza del sindaco Marta Vincenzi e del ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi il capo di Stato ha deposto una corona davanti al monumento dei Mille in quello, che è divenuto il luogo simbolo dell’unità d’Italia. Subito dopo, accompagnato dal ministro della Difesa Ignazio La Russa, Napolitano s'è recato sulla portaerei Garibaldi, dove ha tenuto il discorso d'occasione.

Con chiaro riferimento alle polemiche degli ultimi giorni il presidente ha dichiarato che "non è retorica reagire a tesi storicamente infondate, come quelle tendenti ad avvalorare ipotesi di unificazione solo parziale dell'Italia". E' necessario, ha continuato Napolitano, "recuperare la fierezza e l'orgoglio nazionale. Ci è necessaria questa più matura consapevolezza storica comune". E, rispondendo a certi malumori degli uomini del Carroccio, il presidente ha osservato che i garibaldini "erano in grande maggioranza lombardi, veneti, liguri", insomma "italiani che si sentivano italiani e che accorrevano là dove altri italiani andavano sorretti nella lotta per liberarsi e ricongiungersi in un'Italia finalmente unificata".



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