Fini: "Nessuna congiura dei giudici contro il governo"

Il presidente della Camera Gianfranco Fini
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Il presidente della Camera intervistato a SKY TG24 da Sarah Varetto: "L'editore de Il Giornale è in conflitto di interessi". E sulla libertà di stampa: "In una democrazia non è mai troppa". GUARDA TUTTI I VIDEO

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"Non c'è nessuna congiura o accanimento dei giudici contro l'esecutivo". Lo afferma il presidente della Camera Gianfranco Fini intervistato a SKY TG24 da Sarah Varetto. "Tra l'altro - dice Fini facendo riferimento ai fatti che coinvolgono Verdini e Scajola - si tratta di due vicende molto diverse tra di loro. Ho visto che il coordinatore Verdini ha detto di non avere nulla da temere e quindi si affida serenamente a quelle che sono le indagini che saranno esperite nei suoi riguardi. Il ministro Scajola - aggiunge - ha ritenuto di dimettersi e, va ricordato, non era stato nemmeno raggiunto da un avviso di garanzia. Quindi non diamo vita su queste questioni ad inutili polemiche".

E sul ddl corruzione dice: "E' stato un disegno di legge voluto dal governo quindi sarebbe bene che avesse una corsia preferenziale. Il direttivo del gruppo del Pdl non ha accolto la richiesta fatta dall'onorevole Bocchino. Spero che ci sia un ripensamento".

Quanto al 150° anniversario dell'unità d'Italia, il presidente della Camera dice: "Lasciamo da parte le polemiche. Le celebrazioni sono iniziate nel modo migliore, il Capo dello Stato ha fatto un discorso alto sottolineando che non c'è nulla di retorico, non è tempo sprecato ma un doveroso ricordo delle nostre radici".

Fini ha osservato che oggi il premier Berlusconi non era presente a Quarto ma ha lodato i discorsi dei ministri Bondi e La Russa, sottolineando che a questo punto le polemiche "vanno lasciate da parte", ma in ogni caso si è detto "lieto di aver posto quel problema" a suo tempo. E sulle posizioni della Lega, che ritiene inutili le celebrazioni dell'unità d'Italia: "Quello della Lega non è un movimento nazionale, la Lega ritiene che l'identità sia quella padana, in realtà si tratta di una invenzione lessicale, non bisogna alzare più di tanto la polemica su questo punto proprio perché le posizioni leghiste sono posizioni ampiamente minoritarie e isolate. L'importante è che nell'azione dell'esecutivo la Lega non eserciti una funzione di intralcio delle iniziative che doverosamente il governo ha messo in campo per ricordare nel modo migliore il 150 anniversario dell'unità d'Italia".

Tra i temi trattati anche la libertà di stampa. "In una democrazia non è mai troppa", ha detto il presidente della Camera. Proprio ieri il presidente del Consiglio aveva detto che in Italia c'è troppa libertà di stampa.
Per quel che riguarda il Giornale ha aggiunto, riferendosi alle recenti polemiche per gli attacchi personali subiti, il problema non è il ruolo del direttore Vittorio Feltri o quello se venderlo o meno: "Il problema è l'evidente conflitto nel quale si trova l'editore".

Parlando del ddl intercettazioni e del fatto che con questo provvedimento non si potrà pubblicare più nulla a cominciare dagli atti delle indagini Fini ha aggiunto: "Il problema comunque non è quello della quantità della stampa, ma della sua qualità". Anche se questa, spesso è "connessa alla qualità della politica". Ed è anche vero, ha sottolineato, che vista la qualità della politica questa " farebbe bene a guardare se stessa prima di fare le pulci agli operatori dell'informazione".

E al premier, che ha detto che il presidente della Camera non deve far politica, Fini risponde: "Io ho il preciso dovere di essere imparziale nella conduzione dei lavori dell'Aula ma proprio perché non ho vinto un concorso, ho anche il diritto come i miei predecessori di avere delle opinioni politiche e porle all'attenzione nel mio partito".

Nell'intervista il presidente della Camera ha parlato anche di federalismo: "Il federalismo a certe condizioni è una grande opportunità. Deve tutelare l'interesse nazionale, non l'interesse legittimo ma particolare del Nord. Inoltre, sono ancora indefiniti i costi, ed è la vera grande questione. Bisogna mettere i conti nero su bianco".

E sulle tasse: "Sono troppo alte per tutti perché è troppo alta l'evasione. Se vogliamo ridurre le tasse avviamo una durissima fase di lotta all'evasione. E' essenziale una sorta di etica repubblicana in questo senso, anche questo è un modo per ricordare l'unità d'Italia".
E ha concluso: "Io ho detto più volte che dovremmo citare come esempio meritorio i tantissimi italiani che ogni giorno fanno il loro dovere. Qualche volta si privilegia finendo per dare ragione a Prezzolini che diceva: meglio furbi che fessi...".


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