Scajola: "La mia colpa? La troppa superficialità"

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Mentre sembra che il premier sia intenzionato a mantenere l'interim del dicastero di Via Veneto, l'ex ministro dello Sviluppo economico, a poche ore dalle dimissioni, torna a parlare dell'affaire che lo ha travolto. GUARDA IL VIDEO

Scajola si dimette: le foto
La casa al centro dell'inchiesta giudiziaria: le foto

Una giornata di passione il 4 maggio per Claudio Scajola che, travolto dall'affaire della casa con vista Colosseo, s'è dimesso dalla guida del ministero dello Sviluppo Economico, dopo aver cercato di chiarirne le motivazioni in una conferenza stampa: "Sto vivendo da dieci giorni una situazione di grande sofferenza; sono al centro di una campagna mediatica senza precedenti. In un’inchiesta giudiziaria in cui non sono indagato. Per difendermi non posso continuare a fare il ministro".

E a poche ore dalla scelta, che lo ha portato a lasciare la prima poltrona del dicastero di Via  Veneto, Scajola è tornato a parlare dell'intera vicenda nel corso d'un'intervista, rilasciata a Bruno Vespa e trasmessa nella puntata di "Porta a Porta". L'ex ministro ha dichiarato d'avere, come ogni uomo, "pregi e difetti. Il difetto è che voglio correre troppo e seguo poco le cose che mi riguardano. La vicenda della casa l'ho seguita con troppa superficialità: questa è la mia colpa, ma la sola che ho commesso". Quindi, l'ammissione che i 610mila euro, spesi per l'acquisto dell'immobile, sono "un buon prezzo, forse eccessivamente un buon prezzo", non senza aver sottolineato: "Per me è stata la prima casa che ho comprato e, all'epoca, m'è sembrato comunque un prezzo importante. Ho fatto uno sforzo".

Nel frattempo a fermare il totoministro sulla successione Scajola la notizia, sempre più accreditata, che sarà il premier ad assumere ad interim la guida del ministero dello Sviluppo Economico. Un'intenzione questa, espressa dallo stesso premier nel corso di una cena con una ventina di senatori, che s'è tenuta nella serata del 4 maggio a Palazzo Grazioli. Il premier non avrebbe fatto nessun accenno ai possibili successori di Scajola, palesando unicamente la volontà d'aspettare prima di scegliere un nuovo ministro.

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