Il prossimo premier? Per Facebook sarà Nichi Vendola

Uno dei gruppi di Facebook dedicati alla candidatura a premier di Nichi Vendola
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Sul socialnetwork diversi gruppi chiedono di candidare il governatore alle prossime elezioni nazionali. Già raccolte decine di migliaia di adesioni. “Berlusconi nel ’94 diventò premier in tre mesi. Perché Nichi non può farlo in tre anni?"

di Filippo Maria Battaglia

Gli chiedono di “non tradire il sogno”, lo incoraggiano ad “andare avanti” perché sono convinti che con lui “il futuro dei miei figli sarà migliore”.
Mancano tre anni, ma gli iscritti a Facebook hanno già le idee chiare su chi dovrà essere il prossimo candidato premier del centrosinistra alle prossime elezioni nazionali: “Nichi Vendola, non ci sono dubbi”.
Sul socialnetwork, una mezza dozzina di gruppi sostiene la candidatura del governatore pugliese a premier.
Il più affollato si chiama “Un’Italia migliore si può fare” e sfiora i settemila iscritti. “Se ci si crede, ce la facciamo” scrive Gianni, e Vincenzo aggiunge: “osservando cosa c'è nel panorama politico nazionale, Vendola può essere effettivamente un'alternativa al cambiamento, in meglio!”.

Toni più o meno simili si registrano anche nelle altre pagine dedicate al governatore pugliese: “Nichi Vendola candidato premier” ha superato i quattromila fan.
Anche qui si fa il tifo per “un politico che scalda i cuori” e che ad oggi è “la nostra sola via d’uscita”. Chi riporta le critiche di Antonio Di Pietro (che aveva detto: “Pensi a governare bene la regione, non a fare il salto della quaglia”), rischia il fuoco incrociato dei supporter: “Nichi for premier” è la risposta più garbata.
La situazione non cambia negli altri due gruppi ("Vendola candidato premier del centrosinistra" e "Sottoscrizione per Vendola candidato premier"). Gli iscritti sono di meno, ma l’intensità dei messaggi è più o meno lo stessa.

L’entusiasmo ha finito per contagiare la pagina ufficiale del governatore che, anche grazie a un’innovativa campagna condotta sul web, conta più di centomila supporter.
Senza troppi giri di parole, Michele, ad esempio, si lancia in un parallelo forse un po’ troppo iperbolico: “In America hanno Obama, noi abbiamo te!”.
E se qualcuno fa notare che trasformare le decine di migliaia di preferenze in milioni di voti alle prossime elezioni “non è roba da poco”, la risposta è quasi perentoria: “Berlusconi nel ’94 scese in campo a gennaio e diventò premier in tre mesi. Perché Nichi non può farlo in tre anni?”.

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