Berlusconi: basta con le chiacchiere della politica

Silvio Berlusconi
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Il premier pubblica un messaggio sul sito dei promotori della libertà e rassicura sulla stabilità del governo. La discussione interna al Pdl liquidata come "controproducenti discussioni di palazzo"

Dopo le polemiche per le dimissioni di Italo Bocchino, dopo la maratona televisiva di Gianfranco Fini, che ha difeso dal piccolo schermo la sua posizione di minoranza all'interno del Pdl, Silvio Berlusconi ha deciso di riprendere in mano il pallino del gioco e fugare i dubbi sulla possibile tenuta del governo. E lo ha fatto con un messaggio audio pubblicato sul sito dei Promotori della Libertà in cui si smarca dalla guerra in atto nel Pdl, rilancia sulle riforme e torna ad attaccare giornali e sinistra.

Il premier parte prendendosela con i giornali rei, secondo lui, di aver dato troppa enfasi "alle chiacchiere della politica politicante" e chiamandosi fuori dalla discussione in atto all'interno del Pdl. Secondo il premier "è il partito che si sta occupando e si deve occupare del dibattito al proprio interno, non certo il presidente del consiglio". Poi passa a elencare i successi raccolti dall'esecutivo negli scorsi mesi. Berlusconi sottolinea come l'ultimo piazzamento dei nostri titoli pubblici sia andato particolarmente bene, evitando così all'Italia il rischio Grecia. Grecia che comunque va aiutata, per "edeli al principio che occorre aiutare il vicino quando la casa brucia".

Per chi ha perso il posto di lavoro Berlusconi assicura "che abbiamo ampliato la cassa integrazione ordinaria, straordinaria e in deroga. In questo modo mettiamo in pratica il principio per cui nessuno deve essere lasciato solo in uno Stato veramente civile." Poi il premier torna sul tema del cancro, diventato recentemente un suo cavallo di battaglia: "Ho ricordato già la nostra intenzione di combattere in maniera assolutamente efficace il cancro, una malattia che interessa purtroppo ogni anno migliaia di italiani."

L'azione del governo nei prossimi mesi, assicura Berlusconi, sarà avviata sulla riforma della Giustizia per "garantire ai cittadini processi più giusti in tempi certi", la legge sulle intercettazioni e il federalismo fiscale. Riforme che verranno fatte nei prossimi tre anni. Il presidente del Consiglio, infatti, non sembra nutrire dubbi sulla tenuta della maggioranza e assicura che "non ci debbano essere dubbi sulla stabilità del nostro governo". Le riforme verranno fatte, dice, "senza subire rallentamenti causati da controproducenti discussioni di palazzo"

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