Bocchino: Berlusconi mi ha cacciato

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Il deputato del Pdl lascia la vicepresidenza del gruppo, ma punta il dito contro il premier: "Al telefono mi ha detto ti infilzo". Dure reazioni dal suo partito. La Mussolini: "ha fatto insider trading". Fini non commenta

“Una epurazione”. E’ stato “Berlusconi a chiedere la mia testa”. Italo Bocchino ha rassegnato dimissioni “definitive” dalla carica di vicepresidente del gruppo del Popolo della libertà alla Camera. E posto così fine alla querelle sul suo ruolo, che è stato messo in discussione dopo le uscite televisive e le critiche aperte mosse al partito dal parlamentare campano, che è uno degli uomini più vicini a Gianfranco Fini. Ma nel lasciare in maniera “irrevocabile” l’incarico, Bocchino ha lanciato un duro atto d’accusa: “E’ evidente il tentativo di Berlusconi in persona – ha detto - di arrivare ad una epurazione mia per colpire l’area a me vicina, essendoci stata una sua direttiva. Il presidente del Consiglio ha chiesto la mia testa”.

Bocchino ha racconta di essere stato raggiunto telefonicamente da Berlusconi poco prima di partecipare alla trasmissione Ballarò. "Berlusconi - dice - mi ha telefonato chiedendomi di non andare in trasmissione. Gli ho risposto - riferisce Bocchino - che non esiste in nessun partito democratico del mondo che il leader dica alla minoranza di non andare in televisione a spiegare le proprie posizioni. 'Ma quali posizioni, qua c'è solo una posizione', mi ha risposto. E poi: 'Allora io ti infilzo"'. Un giro di telefonate, avvenute la scorsa settimana e che - sottolinea Bocchino - "nessuno ha smentito".

La lettera di dimissioni “irrevocabili” che di prima mattina Bocchino ha fatto trovare sul tavolo del presidente del gruppo, Fabrizio Cicchitto, ha avuto come effetto immediato la revoca dell’assemblea dei deputati del Pdl, che avrebbero dovuto decidere proprio sull’incarico del collega. E sembrava essere un contributo, come si sono affrettati a sottolineare i parlamentari finiani, ad abbassare i toni dello scontro interno al partito. Anche il leader della Lega, Umberto Bossi, aveva esplicitamente approvato il gesto: “Ha fatto bene. Aveva esagerato”. Ma dopo poche ore, sono state le parole dello stesso Bocchino a rendere di nuovo l’atmosfera incandescente.

Le dichiarazioni di Italo Bocchino:



“Berlusconi commette il grave errore di colpire il dissenso, colpire cioè chi è in vista per educarne cento – ha detto il deputato finiano – Ma questo non porta lontano il partito. Ho confermato le mie dimissioni – ha aggiunto – per far comprendere che il problema è politico e non di posti. Questo permetterà di contrastare il centralismo carismatico che dà prova della sua esistenza”. Insomma, toni tutt’altro che distensivi. Bocchino promette che la nuova “corrente” di minoranza continuerà “la lotta all’interno”. E fa traballare la lettura iniziale delle sue dimissioni come “un gesto di responsabilità e generosità” (così Benedetto Della Vedova), che avrebbe dovuto lanciare un segnale nel senso della pacificazione interna.

L'esponente finiano fa sapere che ci sono molti esponenti della maggioranza che si sono mostrati solidali con lui, non solo di area ex An: "Almeno 10 parlamentari ex di Forza Italia mi hanno chiamato, non sono pochi quelli che la pensano come noi. Ma se è difficile uscire allo scoperto per gli ex An, figuriamoci per gli ex Fi". Bocchino quindi parla dei rapporti tra Berlusconi e Fini: "Non crediamo che la frattura - dice - sia sanabile. Bisogna però vedere se è possibile costruire un partito in cui sia ammesso il dissenso, dove siano presenti una maggioranza e una minoranza oppure se Berlusconi cercherà il pretesto per sfasciare tutto".

Dure per ora le dichiarazioni da entrambe le parti delle barricate. I rapporti tra finiani e berlusconiani si fanno ora tesissimi. Il vicepresidente dei deputati del Pdl Osvaldo Napoli getta benzina sul fuoco e, commentando le dichiarazioni di Bocchino, lo paragona ai terroristi rossi: "Non può Italo Bocchino pensare di rasserenare il clima all'interno del gruppo con le dichiarazioni incendiarie o con citazioni addirittura dai proclami delle Brigate Rosse. Le dimissioni da lui rese irrevocabili non lo sollevano dal peso di una responsabilità resa ancora più gravosa dal ruolo politico che ha deciso di ritagliare per se". Durissima anche Alessandra Mussolini che dice: "Italo Bocchino ha tradito il suo mandato, ha fatto insider trading, le 'spie' che lavorano per aziende per fare gli interessi di altre aziende. Ha tradito il suo ruolo".

Non tacciono neanche gli uomini vicini al presidente della Camera. Carmelo Briguglio, altro vicepresidente dei deputati Pdl ha commentato che "l'epurazione di Italo Bocchino è stato un grave errore di valutazione oltre che un atto antidemocratico e politicamente abietto. Comporterà un costo politico notevole per chi l'ha commesso soprattutto in termini di perdita di consenso".

Gianfranco Fini, oggi a Bari per aprire i lavori dell'iniziativa Adriatico Ionica, ha preferito non rilasciare dichiarazioni.

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