L'Italia vota sempre: a maggio elezioni in cinque Regioni

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Chi l'ha detto che fino al 2013 (termine della legislatura) le urne resteranno chiuse? Nei prossimi 30 giorni si rinnovano tutte le Province sarde. Ma anche seicento giunte comunali. In Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Friuli Venezia Giulia e Sicilia

di Serenella Mattera

Archiviate le amministrative di marzo e assegnati tredici nuovi presidenti ad altrettante Regioni, i partiti nazionali hanno puntato, salvo imprevisti, il prossimo traguardo alle politiche del 2013. Ma non è affatto ferma, in realtà, la macchina elettorale italiana. Già a maggio si vota nelle cinque Regioni a statuto speciale, per il rinnovo di Province e Comuni. L’appuntamento più “caldo” è quello sardo, dove si scelgono presidenti e giunte di tutti capoluoghi. Ma anche ad Aosta, Bolzano ed Enna è alta la febbre da campagna elettorale.

Le urne apriranno domenica 16 e lunedì 17 maggio in Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. In quest’ultima Regione sono soltanto nove i Comuni al voto, cinque in Provincia di Pordenone, quattro in Provincia di Udine. Un verdetto è già certo: non ci saranno ballottaggi, dal momento che si tratta di cittadine tutte al di sotto dei 15 mila abitanti. Più complessa la situazione, invece, nel vicino Trentino, dove ben 316 amministrazioni locali, tra cui quella di Bolzano, e più di 650 mila cittadini (286 mila in Provincia di Trento e 385 mila in Provincia di Bolzano) sono coinvolti dal turno elettorale. Resteranno a casa, però, gli abitanti di Cis (388 votanti), dove è stato rimandato tutto a data da stabilirsi per mancanza di candidati. Mentre in un altro piccolo centro di 500 anime, Carzano, per contrastare la candidatura unica del sindaco uscente si è fatto avanti, alla guida di una lista civica, quello che è già stato ribattezzato il “Barack Obama della Valsugana”. Giovane (31 anni), ma soprattutto di colore. Con nonno trentino, nonna eritrea e un nome italianissimo: Cesare Castelpietra. “In Eritra sono andato una volta sola – racconta – In Italia non mi sono mai sentito un immigrato e ovviamente parlo il dialetto: per fare il sindaco il colore della pelle non conta”.

Spostandosi dal Nord-Est al Nord-Ovest, il 23 maggio andranno al voto 69 Comuni della Valle d’Aosta, tra cui Courmayeur e il capoluogo di Regione. Ad Aosta si fronteggeranno tre candidati sindaco: Bruno Giordano, sostenuto da un’inedita alleanza degli autonomisti di Union Valdotaine, Stella Alpina e Federation Autonomiste, con Pdl, Lega e Udc; Michele Monteleone, per il centrosinistra (Pd, Idv, Psi e SeL); Carlo Curtaz per l’Alleanza autonomista progressista, formata dal neo movimento Alpe (nato dalla fusione di Vallée d'Aoste Vive, Renouveau Valdôtaine e Verdi Alternativi), dalla Federazione delle Sinistra e dall’associazione radicale "Loris Fortuna".

Il 30 e il 31 maggio, infine, si vota in Sardegna per i presidenti delle otto Province e per i sindaci di 176 Comuni. Un momento di verifica importante, dunque, per l’isola. Dove non solo si attende con interesse il voto delle provinciali, ma anche il verdetto in Comuni importanti come Sassari, Nuoro, Quartu e Portotorres, città industriale, quest’ultima, che assume particolare rilievo in questo periodo di crisi economica. Ma la campagna elettorale sarda non è ancora entrata nel vivo, dal momento che scade solo il primo giugno il termine per la presentazione delle candidature e restano ancora aperti nodi importanti (a Cagliari e Nuoro rischia ad esempio di saltare l’alleanza tra Pd e Idv).

Infine, la Sicilia. Il 30 e 31 maggio si vota in 41 Comuni, tra i quali un solo capoluogo di Provincia, Enna. Qui il Pd si è spaccato sul nome del candidato sindaco. Il vincitore delle primarie, Vladimiro Crisafulli, non sarà infatti il candidato unico del partito. Alla competizione elettorale ha deciso di presentarsi anche Rino Agnello, sindaco uscente, che è sostenuto dalla mozione Franceschini. Inoltre contro Crisafulli si è schierato anche il gruppo che fa capo al parlamentare Beppe Lumia. A Roma si sta cercando di dirimere la questione.

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