Immigrati, Lega Nord: "Test d’italiano per aprire negozi"

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Il Carroccio propone un emendamento al dl incentivi. “Le regioni decidano se gli extracomunitari titolari di attività commerciali debbano avere un attestato di conoscenza della lingua”. Chiesto lo stop alle insegne etniche. Il Pd: "Il corso serve a loro"

Vuoi aprire un negozio? Devi prima superare un esame di lingua. Stiano tranquilli i commercianti italiani, la certificazione è prevista solo per gli extracomunitari. La richiesta del test arriva dalla Lega Nord attraverso un emendamento al decreto legge incentivi. "Sarebbero le regioni – si legge nella proposta a firma della deputata leghista Silvana Comaroli – a stabilire se l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di commercio al dettaglio sia soggetta alla presentazione da parte del richiedente, qualora sia un cittadino extracomunitario, di un certificato attestante il superamento dell'esame di base della lingua italiana rilasciato da enti accreditati".

La Lega auspica anche lo stop alle insegne etniche: “Le regioni devono poter stabilire che l’autorizzazione da parte dei comuni alla posa delle insegne esterne a un esercizio commerciale sia condizionata all’uso di una delle lingue ufficiali dei Paesi dell’Unione europea o del dialetto locale”.

“Un corso d’italiano con relativo esame, a sentire molti degli esponenti del Carroccio che vanno in tv, sarebbe utile proprio a tanti leghisti”, dice il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo, segretario della commissione Affari europei. E Leoluca Orlando, portavoce nazionale dell’Italia dei valori, aggiunge: “L'emendamento conferma la deriva d'intolleranza dell'attuale maggioranza, fortemente condizionata dalla Lega”.

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