Berlusconi: "Il Pdl è democratico, presto il congresso"

Silvio Berlusconi
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Il premier ha aperto i lavori della direzione nazionale: "Abbiamo tanto da fare, potremmo anche convocare il primo congresso". In giornata previsto l'intervento di Gianfranco Fini. Ascolta il discorso del premier

E' iniziata alle 10 e 30 a Roma la direzione nazionale del Pdl, che si è aperta con l'intervento del premier Silvio Berlusconi: "abbiamo deciso la convocazione prima delle elezioni regionali - ha detto il presidente del consiglio - avevamo deciso questa riunione per affrontare la situazione da qui in avanti al seguito dei risultati che ci hanno premiato. Si tratta di risultati eccezionali unici in Europa, dove tutti i governi sono stati penalizzati dalla crisi".
"Ora - ha proseguito il premier - abbiamo tre anni da mettere a frutto, non era mai successo che un governo potesse avere una possibilità tale di avere tre anni di lavoro per completare la realizzazione del nostro programma in assoluta tranquillità".

Berlusconi si è detto poi convinto della democrazia e della pluralità interna del Pdl e ha rivendicato il fatto di non essere entrato nel merito delle scelte dei candidati alle elezioni amministrative di quest'anno: "Abbiamo tanto da fare, ma non c'è mai nessun intervento del presidente del partito né del presidente del Consiglio. Io mi sono sempre messo a disposizione" ha detto il premier. "Non ho mai imposto la mia volontà" ha proseguito Berlusconi, "l'ufficio di presidenza rappresenta tutti, ci sono stati le riunioni, luoghi di incontro e di discussioni".
"Entro l'anno - ha aggiunto - potremmo anche convocare il primo congresso del partito". L'aspirazione del Pdl - ha concluso il presidente del consiglio - è quella "di diventare maggioranza assoluta in questo Paese, con il 51%, è un movimento venuto dalla gente".
Dopo il discorso del presidente del consiglio,parleranno i tre coordinatori nazionali del Pdl, Denis Verdini, Ignazio La Russa e Sandro Bondi; poi sarà la volta dell'intervento di Gianfranco Fini.

L'intervento del premier alla direzione nazionale:


Nel suo discorso, Denis Verdini si è detto convinto come "il ballottaggio sia politicamente nobile ma per il centrodestra è un elemento di preoccupazione. Non ci facciamo mettere in mezzo su cose che non sono convenienti per noi".
"Quando ci ci dividiamo le cose cambiano" ha detto uno dei coordinatori. "Questo è dimostrato dalla legge elettorale: i secondi turni per il popolo del centrodestra sono una cosa devastante, abbiamo raggiunto una percentuale di voto davvero preoccupante e sotto il 50%. E' una lezione che viene dall'elettorato: fare attenzione a questo ragionamento".
Quanto alla democrazia interna del partito, Verdini ha poi ricordato polemicamente come "Il palazzo di via dell'Umiltà (sede del Pdl, ndr) è grande ma spesso vuoto. Per chi vuole c'è spazio e posto". "C'è la necessità di affrontare molti problemi - ha proseguito Verdini - Nessuno può sentirsi in grado di risolvere da solo i problemi di un partito che rappresenta" la maggioranza del Paese.

"Si può stare in un partito e sostenere che il suo fondatore rappresenterebbe un modello da ripudiare, un'idea da archiviare al più presto, un fenomeno politico deteriore?" si è chiesto invece l'altro coordinatore del Pdl, Sandro Bondi, che ha detto di non condividere "questo modo rozzo di giudicare la nostra storia e il ruolo di Berlusconi, e soprattutto non condivido questo modo di giudicare i risultati ottenuti in questi anni".
Per il ministro dei Beni culturali, il confronto "è importante", ma non portando avanti la "logica dei distinguo", come hanno fatto invece "certi intellettuali" di area finiana "mai smentiti", come Alessandro Campi o Filippo Rossi.

Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha invece affrontato il rapporto tra il partito di Bossi e il Popolo della libertà: "La Lega non ci ha battuti, l'abbiamo battuta noi culturalmente, portandola su posizioni accettabili".
"Quando la Lega ha iniziato a stare con noi - ha proseguito il terzo coordinatore del Pdl - era una Lega in cui le parole d'ordine erano 'secessione' o quella di pulirsi non dico cosa con ciò che per me è sacro. Fi, An, Fini e Berlusconi l'hanno costretta a venire a più miti consigli, ad affrontare i doveri che derivano dal governo del paese con un'altra ottica".
Alla fine del discorso di La Russa, prima di passare la parola al ministro degli Esteri Frattini, Berlusconi è nuovamente intervenuto affermando come "i nostri elettori sono tre volte quelli della Lega, noi abbiamo 20 ministeri e loro 3 ministri ma in realtà 2 ministeri: un decimo rispetto a quelli del Pdl. E in 89 consigli dei ministri i verbali non hanno mai registrato una occasione in cui il Pdl si sia dovuto fare indietro rispetto ad una proposta della Lega o avesse dovuto dire si a qualcosa di non condiviso. Invece ricordo che le nostre proposte sono state tutte pienamente condivise dalla Lega".

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