Aree protette, non dal golf

Una giocatrice di golf (credits: http://www.flickr.com/photos/fevisyu/2335224771/)
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Via libera del Consiglio dei ministri a un disegno di legge del ministro Michela Vittoria Brambilla che vuole incentivare il turismo sportivo attraverso "la costruzione di impianti golfistici". Anche nei parchi naturali. Perplessa la Lega, no del Pd

di Serenella Mattera

Più golf per tutti. Lo propone un disegno di legge a cui ha dato il via libera oggi il Consiglio dei ministri. L’idea, lanciata dal ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, è quella di trasformare il golf da sport per sole elite ad attività “popolare” e di attirare sempre più turisti sui campi verdi d’Italia. Le norme del governo servirebbero perciò ad incentivare la costruzione di nuove strutture, anche in aree naturali protette. Ma l’approvazione non è scontata. Non solo, infatti, sono contrarie l’opposizione e le associazioni ambientaliste, ma anche la Lega Nord non ha mancato di manifestare tutte le sue perplessità.

Nel nostro Paese “manca una seria politica volta a incentivare e diffondere la pratica del gioco e consentire lo sviluppo di un business che è strategico”, spiega la relazione tecnica che accompagna la legge e che è stata anticipata dall’Ansa. Sono infatti troppo pochi, secondo il governo, i 200 percorsi di golf esistenti oggi in Italia. E ampliare l’offerta, creare strutture dotate di resort per la villeggiatura, vorrebbe dire veder crescere soprattutto i numeri del turismo internazionale, che oggi produce un fatturato di 28 miliardi di euro e dà lavoro a 700 mila persone.

Dunque, i quattro articoli del disegno di legge prevedono una particolare attenzione alla costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli impianti da golf, nell’ambito di un più ampio piano di promozione del turismo sportivo. Le buche potrebbero essere collocate anche all’interno di aree protette, con il “nulla osta dell’ente parco nazionale e dell’ente gestore delle aree marine protette”. Saranno le Regioni a individuare i siti più idonei. E il vincolo per i privati sarà l’impossibilità di vendere i resort costruiti accanto ai campi, prima di 5 anni.

“Più turisti stranieri e anche più posti di lavoro”, promette Michela Vittoria Brambilla. Ma la Lega è perplessa dal provvedimento. Come far digerire, infatti, ai propri elettori che il governo si occupi di uno sport tradizionalmente considerato “per ricchi”, proprio in un periodo di crisi economica? Avrebbero buon gioco, in effetti, le critiche dell’opposizione. Di cui si è avuto già un assaggio a marzo, quando il ministro del Turismo ha esposto per la prima volta il suo progetto. La capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, sfoderò in quell’occasione le armi dell’ironia: “Ecco una soluzione comoda e alla portata di tutti: dopo gli incentivi per l’acquisto delle barche da diporto, quella dei campi da golf ci sembra un’opportunità che le migliaia di operai in cassa integrazione potranno cogliere al volo”. E non si dimentichino, poi, le obiezioni degli ambientalisti. Legambiente si è appellata al ministro Stefania Prestigiacomo “contro quella che è una dichiarata speculazione edilizia a danno delle aree di maggior pregio del nostro Paese”. Insomma, non è detto che alla fine gli appassionati del golf l’abbiamo vinta.

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