I giovani e il Palazzo: sfiducia, disgusto e noia

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Le istituzioni sotto la lente: massimo della fiducia per la Presidenza della Repubblica, meno della metà ne ha per il Governo e il Parlamento, solo il 18 per cento ne dimostra per i partiti politici. I più ammirati del passato Pertini e Berlinguer

Futuro grigio per la politica italiana: solo un giovane su tre esprime fiducia, stando a un sondaggio effettuato dall'Ispo tra il 31 marzo e il 1 aprile e che Renato Mannheimer rende noto oggi, in occasione di un convegno alla Camera su eleggibilita' e partecipazione giovanile. Se infatti il 9% del campione testato dall'istituto ha detto di avere "moltissima fiducia" e il 25% "molta fiducia" (per un totale del 34% di fiduciosi), ben il 32% dichiara "pochissima fiducia" e il 34% "poca", per un totale del 66% di under 34 sfiduciati.

L'istituzione politica per la quale i giovani hanno più fiducia è il presidente della Repubblica (84%), seguono con notevole distacco capo del Governo (42%), Parlamento (40%) e partiti politici (18%). Rispetto alla politica prevalgono atteggiamenti negativi: rabbia e diffidenza sono i sentimenti più frequenti e che uniti a disgusto e noia formano un 58% di atteggiamento negativo, contro un 29% positivo (tra interesse, impegno, passione ed entusiasmo) e un 12% di indifferenza.

Pertini è il personaggio politico più ricordato con ammirazione dai giovani (16%), seguito da Berlinguer (5%), de Gasperi (4%) e Mussolini (3%), ma colpisce che un 30% di giovani che non ricorda nessuno con ammirazione. Non desta sorpresa che i giovani sembrano essere pi- attratti dai partiti più radicali, siano essi di destra o di sinistra: rispetto alla media della popolazione, gli under 34 sono un po' pi- propensi a votare Lega Nord, sinistra radicale e lista Bonino-Pannella. Poco pi- di un terzo dei giovani si definisce di destra/centrodestra (35%) e un altro terzo (32%) di sinistra/centrosinistra; quasi un quarto, però, è apolitico. La maggioranza assoluta (70%) sa che occorre avere 18 anni per eleggere i deputati, ma solo il 49% sa che occorre avere 25 anni per eleggere i senatori.

Piuttosto bassa la percentuale di chi conosce l'età minima necessaria per essere eletti. In sintesi, il 56% degli intervistati sotto i 34 anni risulta informato sull'età necessaria per l'elettorato attivo e passivo, il 44% non è informato. Comunque la maggioranza assoluta dei giovani (60%) consentirebbe anche ai 18enni di eleggere i membri del Senato. Ancora, 1 giovane su 3 manterrebbe l'età in vigore (25 anni) per essere eletti alla Camera ma 1 su 3 la sposterebbe addirittura più in là, a 27, 30 o 35 anni. Per il Senato, il 58% dei giovani manterrebbe i 40 anni come età minima per essere eletti ma circa 1 su 3 la abbasserebbe ai 30-35. Insomma, l'età migliore resta quella in vigore, ma circa 1 su 4 aumenterebbe l'età per la Camera e 1 su 3 abbasserebbe quella per il Senato, equilibrando le due sui 30-35 anni.

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