Riforme, tutti d’accordo con i dovuti distinguo

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Apprezzamento unanime di tutte le forze politiche per le parole del Capo dello Stato sulla questione delle riforme. Anche se non mancano le precisazioni. Il Pdl discute sulla guida. Il Pd chiede attenzione alla crisi economica. Resta fuori dal coro l’Idv

Giorgio Napolitano invita a portare il confronto sulle riforme fuori dai tatticismi elettorali e a seguire invece la strada della concretezza. Silvio Berlusconi e Pier Luigi Bersani, intanto, duellano a distanza, da Parigi l'uno e da Parma l'altro, proprio sulle ricette in tema di assetti istituzionali. Il presidente del Consiglio torna a dirsi a favore del semipresidenzialismo, ma senza doppio turno, mentre il leader Pd esalta il compito di garanzia del
Parlamento.
    
Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone dice di apprezzare le parole provenienti dal Quirinale, e sottolineando la volontà della maggioranza di fare le riforme “insieme alla sinistra, nella speranza che vogliano collaborare”.

Ma anche all’interno della maggioranza non mancano i distinguo, sopratutto su chi deve guidare il processo riformatore. Italo Bocchino del Pdl dice: “Il direttore d’orchestra delle riforme, deve essere il presidente del Consiglio in concerto con il “tridente delle riforme”, cioè il ministro Umberto Bossi da una parte e il presidente della Camera Gianfranco Fini dall’altra, come collegamento con il Parlamento”  

Fuori dal coro rimane solo Idv. Ruvido il primo commento di Antonio Di Pietro: "Bisognava, piuttosto, dare poco spazio a riforme “ad personam” della Costituzione e magari inviare un messaggio alle Camere sulla crisi".

Anche dal Pd arrivano parole di apprezzamento per le parole di Napolitano anche se Andrea Orlando (Pd) tiene a specificare: “Si affronti il tema della crisi e delle riforme economiche e sociali e si affronti il tema delle riforme istituzionali con proposte serie con le quali investire il Parlamento”.


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