Ru486, gli elettori del Pdl si dividono (anche) sul web

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Dopo le polemiche dei giorni scorsi, continua su Internet il dibattito all'interno del centrodestra fra favorevoli e contrari alla pillola abortiva. E c'è chi dice: "basta ideologie e strumentalizzazioni"

di Filippo Maria Battaglia

Da un lato, c'è chi chiede di lasciare le persone "libere da anatemi e dogmi sterili" e chi si aspetta che "governo, regioni e politica si mettano al servizio del cittadino nel pieno rispetto delle singole scelte etiche"; dall'altro, c'è chi dice che "la vita è sacra", che "deve essere tutelata" e che per questo "non va mai banalizzata".
Nei giorni della sua prima applicazione ordinaria in Italia, la pillola abortiva Ru486 continua a dividere la maggioranza e i suoi elettori.

Per rendersene conto, basta dare un'occhiata ai commenti
(contrastanti) apparsi in queste ore sul sito di
Generazione Italia, l’area politica del Popolo della libertà che fa capo a Gianfranco Fini. Così se c’è chi scrive che “la pillola RU486 è un insulto all’intelligenza, oltre che alla vita umana!”; qualcun altro si dice certo che “nel divieto di distribuire la pillola abortiva c’è la cecità e l’arroganza di colui che scaglia la pietra contro l’adultera: ella ha peccato, dunque, merita di soffrire”.
Certo, tra un'accusa e l'altra qualcuno fa pure un tentativo di dialogo, augurandosi di "uscire dalle vecchie ideologie e dalle strumentalizzazioni per affrontare seriamente la tematica in una logica che abbia veramente a cuore la difesa della vita", ma le diversità tra le due posizioni sembrano comunque molto divaricate.

Un'ulteriore conferma arriva da una delle tante reazioni dei lettori di un altro quotidiano vicino alla maggioranza, Il Foglio: “Lieve, discreta, non violenta è così che la definiscono alcune donne del PDL? – scrive Daniele - Se fosse anche aromatizzata a qualche gusto di frutta quasi quasi mi dispiacerebbe di non essere donna per poter provarla”.
La distanza tra due visioni pare dunque piuttosto accentuata e si rivela quasi simmetrica rispetto alla diversità di temi etici che c'è tra l'area del Pdl vicina a Gianfranco Fini e il fronte cattolico del centrodestra.
L'ultima schermaglia, in ordine di tempo, è nata da un’intervista apparsa sul quotidiano Libero rilasciata dal sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano (contrario all'applicazione della nuova forma di interruzione della gravidanza), che ha generato una grandinata di commenti e reazioni del centrodestra.

Al cronista del giornale di centrodestra che gli chiedeva un commento sull'atteggiamento del Pdl nei confronti della Ru486, dopo le dichiarazioni del neogovernatore piemontese Roberto Cota (“cercherò di tenerla in magazzino”) e la relativa retromarcia, Mantovano ha auspicato una presa di posizione netta contro la pillola: “Se non ci convinciamo che è su temi come questi che vale la pena battersi – ha detto l’ex esponente di An - perdiamo un'occasione. Anche perché è evidente quale orientamento sia prevalente nel nostro elettorato”.
La dichiarazione non è piaciuta al giornalista Filippo Facci, che sempre sullo stesso giornale, ha replicato secco: “Testamento biologico, Legge 194, coppie di fatto, divorzio breve, laicità dello Stato: su questi temi non è la sinistra a pensarla in maniera difforme da Mantovano e altri: è-la-maggioranza-degli-italiani, e attenzione, lo è anche la maggioranza degli italiani di centrodestra”. Aggiungendo: “Mantovano dice che ‘contro la Ru486 esistono argomenti più che sufficienti’, ma ignora che tutto l'Occidente ha risolto il problema da vent'anni e che l'aborto chirurgico è molto più pericoloso di quello chimico. Mantovano ignora l’opinione dell’elettorato Pdl, e questo non pare bello”.

Passano poche ore e il commento di Facci viene ripreso sia dal Secolo d’Italia (“Bravo Libero che difende la laicità”) sia da Fare Futuro, quotidiani entrambi vicini all’attuale presidente della Camera Gianfranco Fini.
La levata di scudi contro l’intervista, però, non è affatto unanime. Per averne un'idea, basta dare un'occhiata agli unici due commenti pubblicati dagli utenti sulla pagina dell’articolo riportato dal Secolo, che dissentono fortemente dalle posizioni di Facci e si scagliano contro “gli intellettuali con la puzza al naso e nessun valore da difendere”.
"A Destra, c'è altro, per fortuna" scrive Giuseppe. Il problema, però per il Pdl, è che c'è anche il suo opposto.

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