Fisco e Federalismo: saranno le prime riforme?

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Il governo si è dato tre anni di tempo per modificare il sistema fiscale: più semplicità e un sistema di detrazioni semplificato. Ma il federalismo fiscale potrebbe arrivare molto prima

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Federalismo e semplificazione: parte da questi primi obiettivi il cantiere aperto sulla riforma fiscale. In settimana potrebbe essere definito un primo calendario di un percorso che comunque si preannuncia di ampio respiro. Per la riforma fiscale il governo infatti si è dato tempo tre anni. Sul fronte del federalismo fiscale, i primi segnali potrebbero però arrivare anche prima, già entro quest'anno, considerato che si sta lavorando ai decreti attuativi della legge delega. Anche questi temi potrebbero essere stasera al centro dell'incontro tra il premier Silvio Berlusconi e il leder della Lega Umberto Bossi. Incontro al quale prenderà parte, secondo quanto si apprende, il ministro dell'economia Giulio Tremonti.

La riforma fiscale si preannuncia dunque come un percorso complesso che potrebbe portare ad una rivisitazione totale dell'intero sistema dei tributi. E' lo stesso ministro Tremonti ad avere indicato nelle settimane passate alcune tracce di lavoro. Si punta innanzitutto alla semplificazione che vorrà dire comunicazioni e dichiarazioni più facili da decriptare. L'amministrazione fiscale da mesi sta lavorando proprio ad una semplificazione degli adempimenti per arrivare a comunicazioni più immediate e a dichiarazioni precompilate. La semplificazione dovrebbe passare anche per il disboscamento delle decine di detrazioni e deduzioni fiscali che potrebbero convergere in maxi-deduzioni, con un loro peso sul conto fiscale, soprattutto a favore delle famiglie piu' numerose. Una sorta di applicazione indiretta del quoziente familiare e anche questo potrebbe essere un passaggio, a costo zero, che potrebbe essere anticipato entro la fine dell'anno.

Al momento la discussione è comunque concentrata soprattutto sul federalismo fiscale che, dopo quello demaniale, potrebbe essere uno dei punti sui quali si dovrebbe concentrare il lavoro della Commissione paritetica per l'attuazione del federalismo. Si starebbe studiando ad un tributo unico sugli immobili da destinare ai Comuni. Una tassa che più che sulla casa dovrebbe essere collegata ai servizi, come indicato nei giorni scorsi dal ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli. In questa revisione delle imposte sugli immobili dovrebbe anche rientrare la cedolare secca sugli affitti al 20%. Progetto che da anni trova l'accordo di centrodestra e centrosinistra ma che non è stato finora messo in campo per il costo iniziale che avrebbe in termini di mancato gettito. L'alleggerimento dell'Irap e la compartecipazione al gettito Iva, l'imposta sui consumi, sono gli altri tasselli allo studio.

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