Se gli "impresentabili" vengono eletti a furor di popolo

Sandra Lonardo Mastella eletta “in contumacia” (ha il divieto di dimora nella sua Regione)
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Malgrado l'impegno bipartisan a non candidare indagati o condannati in primo grado, le cose sono andate diversamente. E il voto spesso ha premiato proprio i politici più discussi

di Serenella Mattera

Eletto, malgrado il sospetto di aver preso tangenti da Gianpaolo Tarantini lo abbia investito a pochi giorni dal termine della campagna elettorale. E dire che lui aveva anche deciso di rassegnare le dimissioni dagli incarichi nel partito e di rinunciare alla candidatura. Sono 6.340 gli elettori del Pd che hanno dato il loro voto a Michele Mazzarano, neo-consigliere regionale in Puglia, malgrado tutto.

In una campagna elettorale aperta da proclami bipartisan sulla presentazione di "liste pulite", sono non pochi i nomi discussi alla vigilia , che risultano premiati dalle urne. Come quello di un altro indagato nell’inchiesta su un presunto intreccio politico affaristico nella sanità pugliese: Tato Greco, eletto con 7.588 voti nella lista La Puglia prima di tutto. Mentre il deputato del Pdl Gian Carlo Abelli, marito di Rosanna Gariboldi, che è stata accusata di riciclaggio e ha patteggiato una condanna a due anni, ha preso a Pavia 8.681 voti, che gli hanno garantito la riconferma al Pirellone.

Intanto a Salerno è stato campione di preferenze  (27.194) Alberico Gambino (Pdl), condannato per peculato a causa dell’uso improprio della carta di credito comunale quando rivestiva la carica di sindaco di Pagani. E a Napoli ha rastrellato 10.472 voti Roberto Conte (Alleanza di popolo), condannato in primo grado per concorso esterno in associazione camorristica. Un’elezione, quest’ultima, che fa venire il primo mal di pancia al neo-presidente Stefano Caldoro (Pdl), che si era ritrovato "a tradimento" Conte tra i candidati nelle sue liste. E che adesso definisce "politicamente inconciliabile" la sua presenza in Consiglio regionale.
Sempre in Campania, ma sul fronte femminile, è stata eletta con 13.859 voti Rosetta D’Amelio (Pd), condannata a sei mesi di reclusione per abuso d’ufficio. La vicenda più nota è però senz’altro quella di Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, eletta “in contumacia” mentre la misura cautelare del divieto di dimora nella sua Regione, la costringe a Roma. Ebbene, lady Mastella potrà adesso vantare il successo della prima campagna elettorale condotta interamente via Internet, con e-mail, chat, Facebook e video conferenze. Come capolista dell’Udeur a Benevento, ha preso 10.940 voti.

Meno preferenze (2.885), ma stesso verdetto positivo, hanno consegnato le urne lucane a Luigi Scaglione (Popolari uniti), indagato per concorso esterno in associazione a delinquere, nell’inchiesta sullo scandalo scommesse che ha coinvolto il Potenza calcio. Mentre è stato un vero tripudio di voti (28.817) per Claudio Fazzone, senatore del Pdl indagato per abuso d’ufficio in una vicenda di raccomandazioni a Latina. La sua candidatura aveva fatto discutere anche perché Fazzone è stato in prima linea nell’opporsi allo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per infiltrazioni mafiose. Dal centrosinistra lo hanno più volte additato come esempio negativo durante la campagna elettorale. Con effetti, a giudicare dai risultati, pari a zero.

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