Regionali, il Pd perde voti. Idv a gonfie vele

Il segretario del Pd Pierluigi Bersani
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Emorragia di preferenze per il partito di Bersani in tutte le regioni. L'Italia dei Valori si conferma ovunque il secondo partito del centrosinistra, a eccezione della Puglia dove c'è l'exploit di Sinistra e Libertà. Beppe Grillo bene in Emilia e Piemonte

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Le elezioni regionali 2010, oltre a registrare lo straripante successo della Lega, mettono in evidenza anche la crisi del Partito Democratico. Il partito di Bersani prende meno voti rispetto al 2005 (in molte regioni si presentò la lista Uniti nell'Ulivo, in altre Ds e Margherita). Il Pd ha il 23,1% in Piemonte (nel 2005 ebbe il 30,5%), il 22,8% in Lombardia (nel 2005 27,1%), il 20,3% in Veneto (nel 2005 24,3%), il 40,6% in Emilia Romagna (48,1% nel 2005), il 28,3% in Liguria (nel 2005 il 34,3%), il 42,2% in Toscana (nel 2005 il 48,8%), il 36,1% in Umbria (nel 2005 45,4%), il 31,1% nelle Marche (nel 2005 40,1%), il 26,5% nel Lazio (nel 2005 27,1%), il 21,7% in Campania (nel 2005 31,3%), il 27,1% in Basilicata (nel 2005 38,9%), il 21,2% in Puglia (nel 2005 26,3%), il 16,1% in Calabria (nel 2005 29,9%).  

L'Idv si conferma ovunque il secondo partito del centrosinistra, eccetto in Puglia dove c'è l'exploit di Sinistra e Libertà. Il partito di Di Pietro supera il 10% in Basilicata, il 9% in Toscana e Marche, l'8% nel Lazio ed in Umbria. Nel 2005 l'Idv ebbe, a seconda delle regioni, l'1 o il 2% dei voti.

Da sottolineare il risultato del Movimento Beppe Grillo che è decisivo in Piemonte, dove il candidato Presidente Davide Bono ottiene il 4% dei voti. I “grillini” ottengono il 6% in Emilia Romagna, il 3,1% in Veneto, il 2,3% in Lombardia e l'1,3% in Campania.

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