Polverini: abbiamo vinto contro tutti

Renata Polverini festeggia con scaramanzia
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Festa in piazza del Popolo e ringraziamenti nella sede del suo comitato. Dichiara il successo quando ancora lo scrutinio parla di testa a testa, forte del sostegno che sa di avere nelle province. L'ex sindacalista promette: ora sanità, casa e lavoro

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L'entusiasmo è incontenibile. Tanto che l'annuncio della vittoria arriva quando i dati ufficiali parlano ancora di testa a testa.
"Ho vinto". Così Renata Polverini ha galvanizzato la folla a piazza del Popolo annunciando di aver conquistato la presidenza della Regione Lazio. Mancavano ancora i dati di molti seggi di provincia, ma la candidata di centrodestra sapeva che proprio in quelle zone avrebbe guadagnato vantaggio. Finirà con un punto percentuale di differenza, ma tanto basta a scatenare l'entusiasmo della ex sindacalista.

Renata Polverini, 47 anni, è la prima donna alla guida della giunta regionale del Lazio. Lei, la 'lady di ferro' dell'Ugl, di record nel suo curriculum ne aveva già raggiunti tanti: è stata il più giovane segretario alla guida di un sindacato e la prima leader sindacale donna italiana ed europea. Romana, 'figlia d'arte' come si definisce, è cresciuta a "pane e sindacato": ha frequentato le prime assemblee sindacali accompagnando la madre, delegata sindacale dell'allora Cisnal, per il gruppo Rinascente. Ha frequentato le scuole dalle suore a Fiumicino (Roma), è stata sempre vicina alla destra ma piace anche a sinistra. E' sposata ma non ha figli. Da quando nel febbraio del 2006 ha preso le redini dell'Ugl, l'Unione ha raggiunto il massimo di iscritti, superando quota un milione e novecentomila soprattutto tra le categorie dei chimici, dei metalmeccanici e dei lavoratori della comunicazione. Ora la confederazione siede ai tavoli assieme a Cgil, Cisl e Uil. Il suo impegno nel sindacato si è diviso tra la guida delle grandi vertenze nazionali nel settore chimico (Eni di Priolo), metalmeccanico (Fiat e Thyssen-Krupp), del pubblico impiego, dei trasporti (Ferrovie e Alitalia), dagli accordi di concertazione con il governo Prodi e D'Alema, fino all'ultimo con il governo Berlusconi (Patto per l'Italia) e a tutti i grandi accordi sulla riforma del mercato del lavoro (legge Biagi, riforma del sistema pensionistico e del Tfr).
 
Appena arrivata nella piazza di Roma dove poco più di una settimana fa si era radunato il popolo del Pdl, poco dopo raggiunta dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa che le ha portato in dono un mazzo di fiori, Renata Polverini è corsa verso il suo gazebo dove la aspettavano i suoi sostenitori ed ha abbracciato alcuni di loro. Poi si è lasciata andare ad un pianto liberatorio, è salita sopra un tavolo ed ha posato per i fotografi facendo il segno di vittoria e tenendo tra le mani un corno portafortuna.

Incontenibile, ha preso un microfono ed ha cantato la celebre canzone di Battisti "Io vorrei, non vorrei ma se vuoi" intonata anche durante i giorni del caos liste. La piazza intanto scandiva: "Bonino perdente, Renata presidente".

"I dati ci dicono che stiamo vincendo contro tutti e tutto, questo è il bello e dimostra che i miracoli sono possibili, che quando la gente vuole tutto è possibile". Renata Polverini, dà la carica ai suoi: "li abbiamo polverizzati". Poi ribadisce: "io lo sapevo fin dal principio che sarebbe andata così, nonostante tutte le difficoltà che ci siamo trovati ad affrontare non per colpa nostra".

"Saluto e ringrazio tutte le Provincie del Lazio per la straordinaria prova che hanno dato e tutti i militanti e i dirigenti del Pdl, a cominciare da Silvio Berlusconi". Dopo l'arrivo di ministri, appartenenti al Pdl e del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, Polverini ha aggiunto che "se io sono qui è perché la democrazia ha prevalso su tutto; non si può andare contro la volontà popolare, nessuno sfida la volontà popolare". Poi, ha scherzato, "e adesso vi farò un bel discorso su tutti i 60 punti del mio programma. Lo volete vero?"

Un brindisi sotto l'obelisco di Piazza del Popolo e fuochi d'artificio. Così proseguoo i festeggiamenti nella notte con centinaia di militanti che si stanno assiepando nella grande piazza romana: "Polverini alla Regione, Bonino vai in pensione".

Prima di scappare nella sede del suo comitato, le chiedono: telefonerà alla Bonino per concedere l'onore delle armi? "Veramente aspetto una sua telefonata. Io l'ho chiamata quando si è candidata. Ora dovrebbe essere lei a chiamarmi".

La neoeletta governatrice passa da un microfono all'altro. E nella festa non rinuncia a delineare il programma: sanità, casa e lavoro. Rispondendo a Bruno Vespa, nel corso di Porta a Porta, la Polverini ha detto che la prima cosa che intende affrontare è la questione della sanità che "non riesce a offrire servizio di qualità, il mio primo impegno sarà dare risposte su questo". Poi, ha aggiunto, affronterà il tema del "piano casa che era stato depotenziato".
"La mia storia mi dice - ha detto la ex sindacalista - che risposte importanti le devo dare al lavoro e al mondo delle imprese. Noi non abbiamo fatto un romanzo ma un programma fatto di sei priorità e 60 azioni concrete, alla base del risultato che abbiamo avuto c'è anche questo".

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