Regionali, l'exploit di Grillo frena Di Pietro

Beppe Grillo
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Secondo i dati parziali, il successo del Movimento a Cinque stelle avrebbe frenato in alcuni regioni la scalata dell'Italia dei valori, che peraltro ha ottenuto buoni risultati in tutta Italia. Segui i risultati su Sky.it

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Grillo "indigesto" per Antonio Di Pietro. Secondo i dati delle regionali, i candidati delle liste che fanno riferimento al comico genovese hanno fatto segnare dei buoni risultati che soprattutto l'Idv sembra aver sofferto.

Il partito di Antonio Di Pietro (8% alle europee) ha fatto registrare anche "performance" di tutto rispetto (nel Lazio oltre il 9%, soglia che supera in Basilicata), ma le uniche piazze in cui il gabbiano di Di Pietro non prende il volo sono le regioni in cui Grillo ha avuto successo.

"E' solo l'inizio di un percorso". Beppe Grillo esulta dal suo blog per i risultati delle regionali, che ha portato il suo Movimento a Cinque Stelle a percentuali significative al Nord . I dati nazionali indicano una percentuale dell'1,8%, ma in Piemonte la lista è al 3,4% e in Emilia è addirittura boom per il suo candidato Giovanni Favia che sfiora il 7%.

Numeri che pesano soprattutto sul centrosinistra in Piemonte dove Mercedes Bresso Piemonte ha perso al fotofinish con Roberto Cota. E dove proprio Grillo si è speso strenuamente in favore dei no Tav. Le liste del Movimento sono state presentate in: Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Campania. "I media di regime, Pdl-Pd meno L, sono impagabili, negano la realtà, prima, durante persino dopo", dice il comico nel suo blog. Prima delle elezioni nei giornali i candidati a Cinque Stelle semplicemente non sono esistiti, non dovevano esistere ma noi esistiamo".

Il programma del movimento fu lanciato a ottobre del 2009 con una forte impronta ecologista e antipartitica. Cardini del Grillo-pensiero sono: l'abolizione delle province, l'accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti, l'abolizione del Lodo Alfano, l'eliminazione dei privilegi per i parlamentari per i quali prevede solo due mandati. Il suo cavallo di battaglia è la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati. In più massima trasparenza attraverso il web con una forma di partecipazione diretta on line.

Una discesa in campo, quella di Grillo, non in prima persona ma preparata a lungo con i suoi V day dove V sta per vaffanculo: il primo l'8 settembre del 2007 nelle piazze italiane per dire no ai parlamentari condannati, no al superamento delle due legislature per i parlamentari, no ai candidati scelti dalle segreterie di partito. Grillo inizia la sua avventura senza curarsi di nessuno, senza puntare a stringere alleanze, solo con la forza del web dal quale organizza e unisce i ragazzi dei meet up che si muovono sul territorio in nome del comico. Il primo V-day galvanizza Grillo che ne organizza un secondo, questa volta contro l'informazione, il 25 aprile del 2008, scegliendo Bologna come location: la mission è quella di dichiarare guerra al finanziamento pubblico ai giornali che lui vede allineati e servi.

Posizioni che lo rendono sempre più isolato, soprattutto dopo i numerosi attacchi al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sintomo di una forte insofferenza per un sistema che vorrebbe demolire come recita il suo 'motto': "Loro non si arrenderanno mai, noi nemmeno'. Accusato di populismo, demagogia, qualunquismo, indicato come arruffapopoli, inviso alla destra come alla sinistra, vicino - se così si può dire - soltanto ad Antonio Di Pietro, Grillo sembra aver vinto oggi la sua scommessa.

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