Regionali, alle 12 affluenza in calo in tutta Italia

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Il numero di elettori a mezzogiorno scende al 10% perdendo 3 punti rispetto al 2005. Sono 13 le Regioni interessate dal voto, 4 le Province, oltre 400 i Comuni. Da domani alle 15 tutti gli aggiornamenti su SKY.it. VAI ALLO SPECIALE

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Seggi aperti  fino alle 22 di oggi e dalle 7 alle 15 di lunedì per la due giorni elettorale che coinvolge oltre 41 milioni di cittadini. Tra ricorsi al Tar e decreti , par condicio e stop ai talk show , faccia a faccia rifiutati e confronti garantiti , l'Italia torna alle urne. 
Dalle 8 di questa mattina si vota per il rinnovo di 13 Regioni: Piemonte , Lombardia , Veneto , Liguria , Emilia Romagna , Toscana , Umbria , Marche , Lazio , Campania , Puglia , Basilicata e Calabria .
Si vota anche in 4 Province - Imperia, Viterbo, L'Aquila e Caserta - e in oltre 400 Comuni, nove dei quali capoluogo di provincia: Mantova, Lecco, Lodi, Venezia, Macerata, Chieti, Andria, Matera e Vibo Valentia ( centro pesantemente colpito dal maltempo )

Tre le schede: verde per le regionali, gialla per le provinciali, azzurra per le comunali. Eventuali ballottaggi per sindaci e presidenti di Provincia, domenica 11 e lunedì 12 aprile.
La mappa politica attuale è a favore del centrosinistra per 11 a 2: solo Veneto e Lombardia sono al momento in mano al centrodestra.

AFFLUENZA, i dati regione per regione - Alle 12 di oggi, l'affluenza degli elettori è risultata in calo rispetto al voto di cinque anni fa.
Nelle nove regioni monitorate direttamente dal ministero dell'Interno (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia- Romagna, Umbria, Lazio, Campania e Basilicata) l'affluenza alle 12 è calata di quasi 3 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni: 10,19% contro 13,05%. Il calo più forte è stato in Emilia-Romagna, con il 4%.
Tra le regioni che invece gestiscono in proprio la comunicazione di dati elettorali, la Toscana ha avuto alle 12 un'affluenza del 9%, in calo di 3,2 punti rispetto al 2005. Le Marche dell'8,11%, contro l'11,4 di cinque anni fa.

Delle 13 regioni da rinnovare, 11 sono governate oggi dal centrosinistra, due dal centrodestra.

Lazio -
Il voto più atteso è quello del Lazio - dove il centrodestra candida Renata Polverini e il centrosinistra Emma Bonino - soprattutto dopo l' esclusione della lista Pdl dalla circoscrizione di Roma , la più grande della Regione. Bocciato due volte dal Consiglio di Stato - nonostante un decreto ad hoc varato dal governo - il partito di Berlusconi ieri ha alzato la tensione annunciando che andranno considerate valide anche le schede su cui gli elettori hanno scritto i nomi di esponenti politici non presenti nelle liste elettorali.
Il Pdl vorrebbe tentare in questo modo di recuperare i voti degli elettori smarriti per l'assenza della lista a Roma, ma il Pd e il centrosinistra hanno protestato, affermando che quelle schede vanno bocciate perché potrebbero essere un tentativo di farsi riconoscere da parte degli elettori.
Il rischio è dunque che domani pomeriggio, quando si procederà allo spoglio dei voti, si verifichino schermaglie procedurali che potrebbero creare il caos, soprattutto se la distanza tra le due principali candidate sarà minima.

Oggi e domani votano regioni del Nord tradizionalmente in testa alle classifiche per reddito pro capite e per i servizi resi ai cittadini e con maggioranze politiche storiche (la Lombardia per il centrodestra, l'Emilia-Romagna per il centrosinistra) e regioni del Sud fanalino di coda delle stesse graduatorie e con maggioranze che cambiano più spesso segno (come la Calabria).

Due regioni, Lazio e Campania, arrivano alle elezioni con la sanità commissariata dal governo .
Per la prima volta in due regioni del Nord, Veneto e Piemonte, ci sono due candidati presidenti della Lega, e qui il partito di Umberto Bossi potrebbe anche superare per consensi il Pdl. Ma anche in Lombardia la sfida nel centrodestra è accesa, dopo che Umberto Bossi ha detto che potrebbe essere lui il prossimo sindaco di Milano dopo Letizia Moratti.

In alcune regioni l' Udc di Pierferdinando Casini è alleato del Pdl (come nel Lazio) o del Pd (come in Piemonte), ma mai della Lega Nord. In Toscana e Umbra, o anche in Puglia, corre invece da solo.
Secondo alcuni analisti, queste elezioni sono dunque anche un test sul ruolo da ago della bilancia che i centristi potrebbero giocare sulla politica nazionale, che uscirebbe rafforzato se vincessero per esempio le coalizioni appoggiate da Casini in Piemonte e Lazio.

Il Piemonte, governato negli ultimi cinque anni dal centrosinistra e prima dal centrodestra, é considerato da molti sondaggisti in bilico: contro la presidente uscente Mercedes Bresso (Pd) il centrodestra ha schierato il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota.
Nell'ultimo trimestre del 2009, dice l'Istat, il Piemonte, tradizionalmente "centro" della Fiat, era la regione col tasso di disoccupazione più elevato del Nord Italia: il 6,8%. La regione è anche alle prese con le vaste proteste per la realizzazione della nuova linea ferroviaria ad alta velocità .

In Liguria, invece, il voto è una sorta di replay. Il presidente uscente di centrosinistra Claudio Burlando (Pd) ha per sfidante Sandro Biasotti (Pdl); che aveva già battuto nel 2005 (quando Biasotti era a sua volta presidente uscente). I sondaggi pre-voto davano la situazione in bilico, ma con una probabile vittoria del centrosinistra, appoggiato dall'Udc.

Altra regione il cui voto è seguito con particolare attenzione è la Puglia , che doveva essere un "laboratorio politico" per le prove di alleanza tra Pd e Udc. Poi però la strenua resistenza del presidente uscente Nichi Vendola - che ha vinto le primarie locali ed è anche leader della nuova formazione rossoverde Sinistra e Libertà - e i dissidi interni ai democratici hanno fatto saltare gli accordi.
Ora però Vendola potrebbe rivincere le elezioni proprio grazie alla posizione terzista dell'Udc, che candida alla presidenza l'ex ministro ed ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone. Il Pdl è rappresentato dal capogruppo Rocco Palese.
Nonostante le divisioni di schieramento, a unire quasi tutti i candidati in tutte le regioni c'è il no al nucleare ( guarda il faccia a faccia tra i candidati ). Di solito sono contrari in generale i rappresentanti del centrosinistra, mentre quelli di centrodestra in alcuni casi distinguono, appoggiando il piano del governo per la costruzione di nuove centrali nucleari ma affermando che nella loro regione non ve n'è bisogno.

Elezioni, le differenze regione per regione




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