Bersani a Mirafiori tra gli operai Fiat attacca il premier

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L'ultima giornata di campagna elettorale per il segretario del Pd è iniziata alle 5,15 del 26 marzo davanti ai cancelli dello stabilimento torinese del Lingotto. E sul cavaliere dichiara: "Berlusconi è nervoso. Per questo scansa i problemi degli italiani"

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L'ultimo giorno di campagna elettorale è iniziato per Pierluigi Bersani alle 5,15 del 26 marzo davanti ai cancelli dello stabilimento torinese della Fiat. Il segretario del Pd ha accolto alla porta 2 di Mirafiori gli operai, che iniziavano il turno. Scelta certo legata alla necessità di raccogliere tutti i voti possibili in Piemonte a favore della candidata alla presidenza della Regione Mercedes Bresso, ma anche dettata dalla volontà di riconquistare il voto operaio. Alle 7 il segretario del Pd s'è recato davanti al cancello 7 dello stabilimento, per accogliere i cosiddetti "colletti bianchi".

Per Bersani quella di Mirafiori è stata un'occasione, per parlare dell'azienda piemontese: "Il rapporto della Fiat con il Paese va discusso. Non possiamo accettare che l'Italia diventi la cenerentola nell'automotive. Marchionne ha smentito i tagli. Bisogna verificare, sollecitare una discussione chiara e trasparente. Non si può accettare una situazione, nella quale la Fiat presenta un piano il 21 aprile e il governo non ne sa niente".

Ma Mirafiori ha anche costituito per il segretario del Pd un'occasione, per tornare ad attaccare il cavaliere: "Berlusconi è nervoso, perché percepisce un problema e cerca di scansarlo. Ha difficoltà a parlare davvero di quel che ha fatto il governo del fare".  E, insistendo sul tema del governo del fare, Bersani s'è domandato: "Berlusconi ha difficoltà a rispondere. Si fa presto a dire 'governo del fare', ma precisamente cosa s'e' fatto? Ed è nervoso, perché fino a un paio di mesi fa pensava che saremmo stati all'angolo, confinati in una riserva indiana di 3-4 regioni e che per tre anni avrebbe avuto delle praterie davanti; ma le cose non stanno così".

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