Fini: "No alla propaganda sulle riforme"

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Il presidente della Camera ha affermato che "l'approccio non può essere legato al vantaggio di una parte politica". Ieri il premier, parlando del presidenzialismo, aveva però detto: "Saranno gli elettori dei gazebo a indicare quale via prenderemo"

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Quando si parla di riforme "l'approccio non può che essere senza strumentalizzazioni di tipo propagandistico", ma "non può che essere finalizzato allo spirito costituente, cioè di avere come obiettivo l'interesse generale". Lo  ha affermato il presidente della Camera, Gianfranco Fini, intervenendo con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta ad  un convegno dell'associazione Civita, sottolineando che "questi concetti devono essere tenuti ben presenti almeno dalle istituzioni". 

Prendendo spunto dalle riforme legate al federalismo "l'approccio - ha spiegato Fini - non può essere legato al vantaggio legittimo ma certamente di parte di questa o quella forza politica" ma deve avere "come obiettivo "l'interesse generale, il bene comune, il rispetto ovviamente della dialettica tra le forze politiche e le culture politiche che  sottostanno alle medesime, con il
dichiarato intendimento di garantire che la Carta costituzionale riformata rappresenti una garanzia per la casa di tutti gli italiani,
non soltanto di quelli del Sud o di quelli del Nord, ma anche di quelli che legittimamente votano per questa o per quella forza
politica".
E ha concluso: "Credo che in questa fase turbolenta siano concetti che devono essere ripetuti o comunque siano concetti che devono essere tenuti ben presenti almeno dalle istituzioni".

Proprio ieri, in un comizio elettorale a Torino, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è tornato a parlare di riforme subito dopo il voto. Riforme che il premier ha detto che saranno portate avanti anche senza l'appoggio dell'opposizione. E sul presidenzialismo: "Saranno gli elettori dei gazebo a indicare quale via prenderemo".

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