Berlusconi: la magistratura è una patologia

Silvio Berlusconi alla cena elettorale per Roberto Formigoni
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Alla cena elettorale per Roberto Formigoni il premier torna sui suoi temi preferiti e attacca giudici e sinistra. Ribadito l'impegno a battere il cancro

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Ancora galvanizzato dalla manifestazione di sabato Silvio Berlusconi non si è risparmiato neanche alla cena elettorale di Roberto Formigoni che si è svolta al Palaghiaccio di Milano. Al centro dei suoi attacchi, come sempre, la magistratura. "Abbiamo - ha detto Berlusconi - un grave problema nella nostra democrazia. C'è una patologia che è la peggiore: è la magistratura con personaggi e correnti che fanno la guerra a chi non vogliono stia in maggioranza e al governo e per queste elezioni hanno fatto vincere il formalismo sul diritto legittimo dei cittadini a votare".

"In Lombardia - ha spiegato - la situazione è andata a posto mentre a Roma no". Ricordando quindi il momento in cui i rappresentanti delle liste del Pdl non sono riusciti a depositarle, ha affermato: "i magistrati, anche se vedessero il rappresentante del maggior partito italiano andare via dovrebbero rincorrerlo e dire: ma cosa state facendo? Volete togliere il diritto a milioni di persone di votare il loro partito?". Per garantire il voto, ha scherzato Berlusconi, bisognerebbe riportare in Italia i militari di stanza in Afghanistan "Abbiamo mandato i nostri soldati a combattere e morire per garantire la correttezza del voto" e poi "non possiamo votare nella nostra capitale Roma". Sono stati i giudici, secondo il premier, a costringerlo a fare campagna elettorale.

Il presidente del Consiglio è poi tornato su un tema che aveva già sollevato qualche perplessità sabato. "Proseguiremo la nostra lotta per combattere definitivamente il cancro" ha infatti affermato Berlusconi nel corso del suo discorso. "Dobbiamo - ha spiegato - fare la riforma delle Camere con una riduzione dei parlamentari, poi la riforma della giustizia e quella del fisco ma anche tante altre cose come la lotta contro il cancro".

Silvio Berlusconi ha poi ribadito il suo no a un confronto televisivo con l'opposizione. "Con questa sinistra non ho nessuna speranza di andare a discutere. Non ha un leader e si è fatta ammanettare da un demagogo, il leader del giustizialismo che ogni giorno semina odio contro di noi".     Senza nominarlo ma implicitamente parlando di Di Pietro, Berlusconi ha quindi affermato: "sembra un ventriloquo di qualcun altro". Secondo Berlusconi: "la sinistra è fatta dagli stessi uomini che sono solo capaci di dire no, di insultare, offendere e deridere."

Sulla crisi il capo del governo ha detto che  "Non siamo ancora fuori dal tunnel, ma vediamo la luce".  L'importante - ha insistito - è "improntare le nostre scelte all'ottimismo".  L'Italia uscirà prima e meglio degli altri da questa crisi". "dobbiamo rispondere con l'ottimismo perché il maggior fattore della crisi è stato psicologico".

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