Regionali, Consulta: no alla sospensione decreto salva-liste

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La Corte Costituzionale ha rigettato la richiesta, presentata dalla Regione Lazio, di sospendere le norme varate dal governo, definite "un veleno che si sta espandendo come una pandemia" tanto da incidere sulla "certezza delle norme elettorali"

La Corte costituzionale ha rigettato oggi la richiesta della Regione Lazio di sospendere in via cautelare il cosiddetto decreto legge "salva liste", in attesa di pronunciarsi nel merito del ricorso dopo la consultazione regionale del 28 e 29 marzo. Lo hanno riferito fonti giudiziarie.

I giudici della Consulta hanno quindi escluso il rischio di un "danno grave e irreparabile" al regolare svolgimento delle elezioni regionali, che avverranno sulla base di norme suscettibili di una successiva bocciatura, come hanno detto le fonti.

Il decreto "salva liste" resterà in vigore nell'attesa che tra uno o due mesi i giudici costituzionali si pronunceranno sul ricorso per conflitto di competenza tra Regioni e Stato.
Il decreto, che contiene norme interpretative sulle procedure elettorali, era stato varato dal governo per cercare di riammettere la lista del Pdl a Roma e provincia per le regionali in Lazio, un tentativo risultato infruttuoso stando alle decisioni prese finora dalla giustizia amministrativa, che ha rigettato i ricorsi del partito del premier Silvio Berlusconi.


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