Berlusconi: “L’inchiesta di Trani è grottesca”

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Il presidente del Consiglio definisce l’inchiesta di Trani “la fotografia di un clima avvelenato che va avanti da mesi”. Attacca la Sinistra che a suo parere usa “metodi sovietici”. E invita il popolo Pdl in piazza per sabato prossimo

Silvio Berlusconi ha definito l'iniziativa della Procura di Trani che indaga su alcune intercettazioni che lo riguardano ''una iniziativa grottesca, perché le mie erano e sono le posizioni di tutte le persone perbene e di buonsenso: sono posizioni non soltanto lecite, ma anche doverose''.

Secondo le indiscrezioni, in una delle intercettazioni sotto inchiesta - il totale sarebbe di 18 - il presidente del Consiglio avrebbe telefonato a Giancarlo Innocenzi, consigliere dell'Agcom, dicendogli in riferimento ad alcune trasmissioni: ''E' una cosa oscena, bisogna concertare una vostra azione che sia di stimolo alla Rai per dire: adesso basta, si chiude tutto''.

Il premier spiega questa ennesima iniziativa giudiziaria contro di lui ritenendola ''la fotografia di un clima avvelenato che va avanti da mesi, da quando la sinistra ha armato le procure contro di noi e usa le intercettazioni e la giustizia a orologeria per la sua campagna di insulti sui suoi giornali e nelle piazze''.

E in uno dei passaggi del video inviato ai 'Promotori della Liberta" in vista della manifestazione di sabato a Roma, il Presidente del consiglio ribadisce: "La magistratura politicizzata, con l'appoggio della sinistra, dei suoi giornali e dei suoi sindacati sempre pronti allo sciopero politico, sta dettando i temi di questa campagna elettorale”

"Prima hanno inventato una tangentopoli che non c'è: semmai vi sono casi isolati di comportamenti deviati, che come tali vanno isolati e puniti - aggiunge - Poi hanno cercato di schizzare del fango perfino su quell'autentico miracolo che abbiamo realizzato all'Aquila e in Abruzzo, un'impresa straordinaria che i maggiori urbanisti internazionali considerano un modello per il mondo intero".

"Infine - conclude - hanno cercato di escluderci dal voto in due Regioni importanti come la Lombardia e il Lazio, per poter vincere correndo da soli come facevano i loro maestri di scuola sovietica. Un sopruso violento e inaccettabile che in parte abbiamo respinto".

Da qui l'invito a partecipare alla manifestazione di sabato prossimo a Roma promossa dal Pdl: ''Noi scendiamo raramente in piazza. Ma stavolta è doveroso farlo per difendere la nostra libertà”.

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