Regionali, ultimo sondaggio: l’opposizione vince 6 a 3

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Delle 13 regioni chiamate alle urne per eleggere i nuovi consigli regionali e i rispettivi governatori, in tre è vantaggio il centrodestra, in sei il centrosinistra, quattro sono in bilico. Lo rileva un sondaggio Ispo condotto per il Corriere della Sera

Secondo il sondaggio pubblicato oggi da quotidiano di via Solferino attesta un forte orientamento all'astensione, verso la quale è indirizzato in qualche misura quasi un cittadino su cinque. L'indagine rielabora i risultati di precedenti rilevazioni calcolando per ogni regione il consenso medio per i diversi candidati da esse registrato.
    
Tra le regioni dove è già al potere, il centrosinistra è in netto vantaggio in Basilicata (consenso medio 51,8% contro il 40% del centrodestra), Emilia Romagna (54,1% contro 37,5%), Toscana, (56,7% contro 36,5%), Marche (49,3% contro 42,8%), Puglia (46,8% contro 41,8%) e Umbria (49% contro 40,6%). In Puglia la lista sostenuta da Udc e Io Sud è data all'11%.
 
Secondo l'indagine, effettuata mercoledì scorso su 800 persone, riconfermeranno un presidente di centrodestra Lombardia (56,2% contro 33,2%) e Veneto (56,6% contro 34,6%).
    
Netto vantaggio del centrodestra sul centrosinistra (50,4% contro 35%) anche in Calabria, con amministrazione uscente di centrosinistra. Data al 13,4% la lista sostenuta da Idv e Radicali.
    
Situazione meno chiara invece in Piemonte, Liguria, Lazio e Campania, dove la rilevazione fotografa un sostanziale testa a testa tra i due candidati. Centrosinistra dato in leggero vantaggio in Piemonte (48,9% contro 48%) e Liguria (50,6% contro 48,3%), in leggero svantaggio in Lazio (48,2% contro 48,5%) e Campania (46,8% contro 48,5%).
    
Secondo l'indagine, si asterrà dal voto o voterà scheda bianca o nulla il 10% degli aventi diritto, mentre l'8% non ha ancora deciso se voterà o meno.
   
 Il 19% invece, pur dichiarando che parteciperà alle consultazioni, non ha ancora deciso per chi voterà. Il 17%, rileva il sondaggio, ha cambiato le intenzioni di voto dopo il caos liste: il 13% ha deciso di non andare a votare, mentre il 4% voterà per un candidato diverso da quello inizialmente prescelto.

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