La censura del premier finisce sotto inchiesta

La sede dell'Agcom
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Il Fatto: "pressioni per chiudere Annozero; Berlusconi, Innocenzi dell'Agcom e Minzolini sarebbero indagati a Trani". La procura indaga sulla fuga di notizie. Il direttore del Tg1: "non ho ricevuto nulla". Padellaro conferma lo scoop. Bagarre in politica

Le intercettazioni - Bufera politica su  quanto pubblicato oggi in prima pagina da Il Fatto , il quotidiano diretto da Antonio Padellaro. "Così Berlusconi ordinò: Chiudete Annozero ", titola il giornale raccontando di un'inchiesta della procura di Trani su carte di credito nell'ambito della quale le intercettazioni, fatte dalla Guardia di Finanza, hanno raccolto conversazioni telefoniche tra Silvio Berlusconi, Giancarlo Innocenzi (ex deputato della Pdl, ora commissario dell'Autorità per le comunicazioni), il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il direttore generale della Rai Mauro Masi.

L'indagine sulle carte di credito, scrive il quotidiano, era partita nel 2009. Non si precisano le date e il numero delle conversazioni intercettate che coinvolgono il premier, Innocenzi e i dirigenti Rai, ma Il Fatto afferma che durarono "settimane" e che "raggiungono il parossismo" attorno a fine anno. Sempre secondo Il Fatto , Berlusconi, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini e il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi sono stati intercettati " dalla Guardia di Finanza di Bari, mentre discutevano della tv pubblica delle sue trasmissioni. E nel procedimento aperto dalla procura dì Trani risulterebbero ora indagati".

Da quanto riporta il quotidiano, il premier avrebbe chiesto a Innocenzi di far chiudere Annozero e, sempre secondo Il Fatto , il commissario dell'Agcom si sarebbe attivato in questo senso. Il direttore generale della Rai, con il quale Innocenzi avrebbe parlato della richiesta - sempre secondo il quotidiano - avrebbe risposto che "certe pressioni non si ascoltano neppure in Zimbawe". Il direttore del Tg1 Minzolini - si legge sul Fatto - conversando al telefono con il premier, avrebbe promesso editoriali sulle "balle di Spatuzza" e servizi su alcuni magistrati. "Se esistono reati" in queste conversazioni, conclude il quotidiano, saranno i magistrati ad accertarlo, ma "la notizia è che il 'regime' è stato trascritto in migliaia di pagine di brogliacci".

Antonio Padellaro, direttor del Fatto, difende l'inchiesta del suo giornale:




La procura indaga sulla fuga di notizie
- Il procuratore di Trani Carlo Maria Capristo non ha voluto commentare la notizia con i giornalisti, ma in serata si è appreso che è stata aperta un'indagine per rivelazione del segreto d'ufficio a carico di persone da identificare

Nel dicembre 2009 - Ma nell'ambito delle indagini sulle carte di credito, diretta dal pm della procura di Trani Michele Ruggiero, il direttore del Tg1, Augusto Minzolini, e il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi Botti furono già sentiti nel dicembre scorso come persone informate dei fatti. Furono interrogati in una giornata, il 17 dicembre 2009, nella quale il pm e il tenente colonnello della guardia di finanza Salvatore Paglino ascoltarono testi dalle 10 alle 19, una giornata palesemente dedicata a testimoni nell'ambito della comunicazione giacche', oltre a Minzolini e Innocenzi, furono interrogati nella stessa veste anche il direttore per le relazioni istituzionali di Mediaset e presidente della l'Associazone nazionale per lo sviluppo della tv digitale terrestre, Andrea Ambrogetti, e l'ex direttore Raiuno Fabrizio Del Noce.

I legali del premier
- "Non risulta". Così, i legali del premier Niccolò Ghedini e Piero Longo rispondono alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risulti o meno indagato a Trani per le presunte pressioni sull'Agcom per bloccare le trasmissioni di "Annozero". "Premesso che se lo avesse fatto davvero - commenta Longo - sarebbe stato encomiabile visto che Annozero è di una noia insopportabile, ma quale sarebbe poi il reato contestato?". "E' chiaro che la qualificazione giuridica del fatto appartiene al magistrato - aggiunge Longo - ma non mi viene in mente quale potrebbe essere...". Tornando ad "Annozero", Longo sottolinea: "Quel programma è davvero noioso, proprio come quelle telenovelas in cui sembra che succedano grandi cose e in realtà non accade mai nulla. Eccezion fatta per Dallas e Dynasty dove invece succedeva di tutto ad ogni puntata..."

La difesa di Minzolini
e Innocenzi - "Non ho ricevuto nulla e non mi è arrivato alcun avviso di garanzia. In ogni caso dov'è il reato?" Questo il primo commento del direttore del Tg1 Augusto Minzolini a quanto riportato da Il Fatto sulle intercettazioni della Guardia di Finanzia di Bari. Minzolini denuncia però "la fumosità e l'assenza di chiarezza dell'articolo", che parla di sue conversazioni telefoniche con il premier Silvio Berlusconi.
Il commissario Agcom Giancarlo Innocenzi ha dato mandato "all'avv. Marcello Melandri per predisporre le denunce e le querele necessarie alla tutela della verità dei fatti e della mia onorabilità". Innocenzi dice di "contestare in maniera assoluta tutte le illazioni in esso contenute" e sottolinea "l'assoluta in conferenza delle intercettazioni e la illiceità della pubblicazione delle stesse".

L'Agcom - Interviene anche l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, chiamata in causa dall'articolo del Fatto nella figura del suo commissario Giancarlo Innocenzi. Il presidente dell'Agcom Corrado Calabrò ha affermato "In tutte le occasioni nelle quali è stata chiamata in causa, a vario titolo, l'AGCOM ha sempre risposto in modo univoco: L'Autorità non esercita censure preventive perché contrarie all'art. 21 della Costituzione, rispetta la libertà dei giornalisti, tutela il pluralismo dell'informazione. L'Autorità parla attraverso i propri atti; e questi atti dimostrano inequivocabilmente la sua indipendenza e autonomia di giudizio. Anche in relazione alle regole da osservare nel periodo elettorale in materia d'informazione e di comunicazione politica - aggiunge Calabrò - l'Autorità non ha mancato di dare nelle sedi competenti il suo istituzionale contributo al chiarimento dei termini della questione".

La reazione dell'Idv
- "Abbiamo presentato un'interrogazione urgente rivolta al premier per chiedergli con quale diritto si è arrogato il potere di condizionare un organo di controllo come l'Agcom chiedendo la chiusura di Annozero . Il responsabile dell'Agcom Innocenzi deve dimettersi ed essere cacciato a calci nel sedere, così come il direttore del Tg1 Minzolini". Così Antonio Di Pietro commenta, in una conferenza stampa, le intercettazioni pubblicate oggi da Il Fatto Quotidiano .
Di Pietro ha poi continuato: "E' una scorrettezza enorme che il controllore faccia comunella con il controllato. Reato o non reato, è una porcata e quindi vanno presi a pedate nel sedere". Conversando più tardi a Montecitorio il leader dell'Idv avrebbe aggiunto:  "Adesso è il momento di liberarci del nostro dittatorello nostrano prima che sia troppo tardi",

La replica del Pdl
- Pronta la rispostadel Pdl: "Di Pietro, con le sue solite espressioni sguaiate e violente, cavalca anche oggi la spazzatura che pubblica l'organo ufficiale del giustizialismo per cercare di colpire la libertà d'informazione. Di Pietro, adesso attaccando Minzolini e Innocenzi, persiste meticolosamente a coltivare la politica della demonizzazione dell'avversario perché è un fattore essenziale della sua strategia eversiva che punta all'esasperazione dello scontro politico” afferma il presidente dei deputati del Pdl, Fabrizio Cicchitto. "Le frasi pronunciate dal signor Di Pietro contro Augusto Minzolini e Giancarlo Innocenzi sono degne di uno squadrista" gli fa eco Daniele Capezzone, portavoce del Pdl. Il sottosegretario Paolo Bonaiuti si chiede: "Ancora una volta spezzoni di ipotetiche intercettazioni, estrapolate da ogni contesto, vengono pubblicate con  una palese violazione della legge, senza avere alcuna attinenza con i procedimenti dai quali derivano e senza avere alcuna rilevanza penale. Come mai l'autorità giudiziaria non interviene"?

Partito Democratico - Prudenza dal Pd. Il segretario Pier Luigi Bersani, a margine del forum della Confcommercio, ha dichiarato "Non ne so niente, non ho visto cosa sia e quindi non commento".

Commissione di Vigilanza - Il presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli interviene sulla vicenda delle intercettazioni pubblicate oggi dal Fatto Quotidiano. "Si tratta - dice Zavoli - di una materia che attiene all'osservanza del codice deontologico della Rai. Esprimo quindi la fiducia che il Direttore generale conduca con urgenza i necessari accertamenti, riservandomi di dare al problema un eventuale, doveroso seguito in Commissione di Vigilanza".

L'Usigrai - Dura presa di posizione anche del sindacato dei giornalisti Rai. Il segretario dell'Usigrai è intervenuto nella vicenda sostenendo che "se è vero che abbiamo un 'direttorissimo' asservito, la Rai dia subito al Tg1 un direttore autorevole e al di sopra delle parti,come il prestigio storico della testata ammiraglia esige e come il servizio pubblico è obbligato a garantire ai cittadini. L'Usigrai è già oltre la richiesta di dimissioni di Augusto Minzolini, che, dopo le rivelazioni de Il Fatto, neanche avrebbe dovuto firmare l'edizione delle 13,30".


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