Il legittimo impedimento è legge

Un momento della protesta in Senato
1' di lettura

Il disegno di legge dà la possibilità a premier e ministri di privilegiare gli impegni di governo rispetto alle convocazioni nei procedimenti giudiziari. Un ok che arriva con il voto di fiducia tra urla, grida e proteste. FOTO E VIDEO

Il Senato ha approvato in ultima lettura il disegno di legge sul legittimo impedimento, che consente al premier Silvio Berlusconi di sospendere per 18 mesi i suoi processi, dopo avere votato per due volte la fiducia al governo.
I sì sono stati 169, i no 126, che provengono da tutte le opposizioni, e 3 gli astenuti.
Il provvedimento diventerà legge dopo la promulgazione del capo dello Stato, a cui si è appellato oggi il capo dell'Idv, Antonio Di Pietro perché lo rinvii alle Camere per manifesta incostituzionalità.

Il provvedimento stabilisce che il presidente del Consiglio e i ministri hanno il diritto ad ottenere dal giudice il rinvio delle udienze dei processi in cui sono imputati, perché "legittimamente impediti" dalle loro attività di governo a comparire in tribunale. Ogni rinvio può estendersi fino a sei mesi, per un totale di 18 mesi.
Si tratta comunque di una "legge ponte", scade dopo un anno e mezzo dall'entrata in vigore, varata nell'attesa che il Parlamento approvi una legge costituzionale sulle immunità, come ricorda il testo stesso del provvedimento.

Per l'opposizione di centrosinistra siamo di fronte all'ennesima legge ad personam incostituzionale, perché mette al riparo Berlusconi dai suoi processi, violando la sentenza della Consulta sul "lodo Alfano", secondo la quale la materia delle prerogative del presidente del Consiglio può essere affrontata soltanto con una legge costituzionale e non ordinaria.

Durante le dichiarazioni di voto finali i senatori del Pd hanno sventolato una copia della Costituzione, mentre in mattinata quelli dell'Idv si erano seduti per terra in aula di fronte ai banchi del governo con la Costituzione in mano. (LE FOTO DELLA CONTESTAZIONE)

Per il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, si tratta di una legge perfettamente compatibile con la Carta "che non cancella i processi, ma ne prevede una diversa scansione temporale in modo da renderli compatibili con l'attività di governo".

Prima dell'ok definitivo, l'esecutivo ha ottenuto dal Senato la fiducia su ciascuno dei due articoli del ddl, per aggirare l'ostruzionismo dell'opposizione, centrando l'obiettivo di creare un nuovo scudo contro i processi per Berlusconi prima delle elezioni Regionali.

Due sono i processi con Berlusconi imputato nei quali potrebbe applicarsi questa legge. Il primo è quello sui presunti fondi neri Mediaset che è stato rinviato al 12 aprile; il secondo è lo stralcio del processo Mills, dove Berlusconi è accusato di corruzione in atti giudiziari e che dovrebbe riprendere il 26 marzo. In entrambe le udienze i legali del presidente del Consiglio potrebbero far slittare di sei mesi i processi, opponendo il legittimo impedimento del loro assistito.

Contro il disegno di legge ha votato anche l'Udc, che pure aveva proposto la normativa sul legittimo impedimento come "male minore" rispetto al ddl sul "processo breve", in polemica con la decisione della maggioranza di allargare lo scudo ai ministri e di far scattare il legittimo impedimento del premier sulla base di una semplice autocertificazione di Palazzo Chigi.

Guarda anche:
Alfano: non è una legge ad personam
Legittimo impedimento, via libera alla Camera
Casini: l'Udc favorevole al legittimo impedimento


Leggi tutto