Di Pietro: “Berlusconi è l’assassino della legalità"

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Intervistato da SKY TG24 il leader dell’Italia dei Valori attacca il Governo a tutto campo. E definisce l’attuale esecutivo “fascista, piduista e razzista”. Napolitano? “Non doveva firmare"

Il decreto legge voluto a tutti i costi da “Benito” Berlusconi si è rivelato, inutile, dannoso, intempestivo e umiliante” così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori, intervistato dalla rubrica di SKY TG24 “Un caffè con …” commenta il “Decreto Salva Liste” varato d’urgenza dal Governo.

Secondo Di Pietro il Decreto si è rivelato inutile perché “le liste Polverini e Formigoni sarebbero state riammesse dai Tar, bastava avere fiducia nella giustizia”, dannoso perché “ha messo in difficoltà e delegittimato le istituzioni e in particolar modo il Capo dello Stato”.  “Berlusconi – continua l’ex Pm – si comporta come il Marchese del Grillo e dice: Siccome comando io, decido io”. Secondo il leader dell’Idv il Quirinale ha sbagliato perché il suo compito è quello di attenersi alla Costituzione e quindi “non doveva firmare, tentando di influenzare i giudici seduti in camera di consiglio”. Ma Di Pietro specifica di non voler criticare il Presidente della Repubblica, perché significherebbe “distrarre l’attenzione dall’assassino della legalità che resta il Governo piduista, razzista e fascista di Berlusconi”.

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