Lista Pdl nel Lazio, bocciata anche dalla Corte d'Appello

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Berlusconi: contro di noi sopruso violento. E annuncia una manifestazione in piazza per difendere il diritto al voto, la democrazia e la libertà. I legali del Pdl ricorrono al Consiglio di Stato

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La lista del Pdl per la Provincia di Roma, presentata lunedì presso l'ufficio elettorale del tribunale di Roma, non è stata ammessa alle prossime elezioni regionali.
La decisione è arrivata al termine di una lunga riunione, cominciata attorno alle 9 di mattina e terminata dopo le ore 20. La scelta dell'ufficio elettorale è stata notificata al presidente del XIX municipio Alfredo Milioni che è arrivato al tribunale accompagnato dall'onorevole Marco Marsilio e dal coordinatore romano del Pdl, Gianni Sammarco.

La nuova esclusione della lista del Pdl per la provincia di Roma alle elezioni regionali, pur basata sul recente "decreto interpretativo" del governo, sembra aver provocato l'ira del premier Silvio Berlusconi, che ha parlato di un "sopruso violento e inaccettabile" e ha annunciato "una grande manifestazione".
L'ufficio elettorale circoscrizionale del Tribunale di Roma, come ha spiegato il responsabile elettorale del Pdl, non ha accettato l'iscrizione della lista del Popolo della Libertà per il collegio provinciale di Roma perché mancherebbe una parte della documentazione necessaria alla presentazione.

I legali del partito, intanto, pensano al ricorso. "Stiamo lavorando per predisporre l'appello al Consiglio di Stato". Così hanno commentato la decisione dell'Ufficio elettorale. 

Subito dopo la notizia dell'esclusione della lista, dal Pdl è giunta prima una nota per annunciare una conferenza stampa di Berlusconi, che in questi giorni era sempre rimasto in silenzio sulla vicenda, mercoledì a Roma alle 12 alla sede del partito, poi un comunicato, tratto da un video del premier, dai toni molto forti e rivolto ai cosiddetti "Promotori della Libertà" del Pdl.
"Come sapete, ha spiegato Berlusconi secondo quanto riferito dalla nota, si è cercato di estrometterci dal voto per le regionali in Lombardia, nella città di Roma e nella sua provincia. Vogliono impedire a milioni di persone di votare per il Popolo della Libertà". "E' un sopruso violento e inaccettabile, che in parte abbiamo respinto. A Milano, sia pure con un ritardo di una settimana, la nostra correttezza è stata pienamente riconosciuta", ha aggiunto.

Martedì il Tar lombardo ha infatti confermato definitivamente, decidendo nel merito, la riammissione della lista 'Per la Lombardia' di Roberto Formigoni per le elezioni regionali, inizialmente esclusa per le irregolarità relative a circa 300 firme a sostegno della presentazione.

"A Roma, invece, abbiamo subìto una duplice ingiustizia", ha detto ancora Berlusconi, affermando che ai rappresentanti del Pdl fu "impedito" di presentare la lista e che il Tar ha "completato l'opera". Il premier, rivolgendosi ai "promotori" ha poi detto che convocherà "una grande manifestazione nazionale per difendere il nostro diritto al voto e quindi la nostra democrazia e le nostra libertà", ma senza specificare date. Nel testo di Berlusconi non si fa accenno alla successiva esclusione della lista avvenuta martedì sera, dunque è ipotizzabile che il premier abbia pronunciato il suo discorso prima.

Lunedì il Tribunale amministrativo del Lazio ha dato parere negativo a un precedente ricorso del partito di Berlusconi contro l'esclusione della lista, spiegando in sostanza che il decreto del governo non si poteva applicare alla legge elettorale, che è decisa dalla Regione Lazio, e che comunque mancava la documentazione necessaria. Il Tar, contro la cui decisione il Pdl ha già annunciato ricorso al Consiglio di Stato, entrerà poi nel merito del ricorso il 6 maggio, data per cui è stata fissata una nuova udienza, anche se elezioni regionali sono fissate per il 28 e 29 marzo.

Nel frattempo, non sembra aver sortito l'effetto sperato il "dl interpretativo" varato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 marzo
E lo scontro tra maggioranza di centrodestra e opposizione di centrosinistra si è fatto però incandescente.

Marco Pannella, storico leader radicale, ha chiesto il rinvio delle elezioni, a cui partecipa un'altra importante esponente radicale, Emma Bonino, in qualità di candidata presidente del centrosinistra nel Lazio. Ma il Pd ha già bocciato la proposta.

"Come volevasi dimostrare - ha commentato invece Antonio Di Pietro, leader dell'Idv - hanno emanato un decreto dannoso per la credibilità delle istituzioni ed inutile. Infatti, dove era possibile le liste sono state riammesse senza bisogno di alcun decreto, invece, dove non era possibile, nulla poteva e può cambiare il corso degli eventi". "Speriamo che questa batosta sia servita loro da lezione", ha concluso l'ex magistrato.


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