Caos liste, Pannella: rinviare il voto. No del Pd

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Il leader radicale: per sanare la situazione proponiamo il rinvio del voto di un mese. Bersani: basta pasticci. E aggiunge: andiamo a votare e andiamo a vincere. Il Pd annuncia opposizione senza sconti

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Ancora alta tensione tra maggioranza e opposizione sul decreto 'salva liste', anche alla luce della bocciatura del Tar della lista del Pdl nel Lazio.

Tra le fila dei Radicali, intanto, il leader Marco Pannela paventa una nuova strada, quella del rinvio delle elezioni regionali a fine aprile "per poter consentire un minimo di campagna elettorale, spostando di trenta giorni la consultazione così da mettere a posto questo 'casino' in cui si sono messi tutti quanti". A margine dell'assemblea dei Radicali, Pannella chede "che siano regolarizzate e normalizzate le elezioni, che altrimenti successivamente verrebbero annullate con un grave scandalo dalla giustizia italiana o dalla giurisprudenza internazionale". E chiarisce che la candidatura di Emma Bonino non sarà ritirata: "Dico no all'Aventino - ha detto - anche perché non mi sembra che il ritiro sia tecnicamente possibile".

Immediata la risposta del leader del Pd Pierluigi Bersani che si dice assolutamente contrario all'ipotesi rinvio. "Per l'amor di Dio, sarebbe un altro pasticcio. Abbiamo sommato turbamenti a turbamenti, pasticci a pasticci. Il centrodestra vuole raffreddare la testa? Vuole riposarsi un attimo? Vedo ministri che avanzano ipotesi. Raffreddino la testa, perché c'è una scadenza elettorale con delle operazioni di validazione in corso. Punto e basta".
E intervenendo all'assemblea nazionale dei Radicali precisa: "Io non sottovaluto i problemi giuridici ma andiamo al sodo: lasciamo stare i cavilli, andiamo a votare e andiamo a vincere". E aggiunge: "Sono convinto che abbiamo ottime ragioni. Non ci indeboliamo da soli. La palla della confusione e del pasticcio è tutta di là, lasciamogliela di là".

Il coordinatore nazionale del Pdl, Sandro Bondi, incalza l'opposizione: "Che cosa volete? Volete che il Pdl venga escluso dalle elezioni? Volete vincere a tavolino le elezioni? E volete pure fare una bella manifestazione per mettere sotto accusa il partito di maggioranza relativa? Recuperate un poco di ragionevolezza, fate valere un minimo di ragionamento politico, mantenete almeno un briciolo di rispetto per le istituzioni. Siamo capaci anche noi, se lo volessimo, di fare delle belle manifestazioni, di fare lo sciopero della fame, ma siamo troppo preoccupati dello stato della nostra democrazia e del futuro di questo Paese, per scendere al vostro livello".

In giornata Emma Bonino, candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio, dall'assemblea dei Radicali aveva affermato: "Con i bari non si gioca", e "non si può far finta che nulla sia accaduto": ma allo stesso tempo "non si può gettare la spugna" e "salire sull'Aventino".

Lo scontro tra maggioranza e opposizione è dunque aperto.

In ogni caso il Pd sceglie la linea dura dopo l'approvazione del decreto salva liste. In una riunione presieduta dal capogruppo Dario Franceschini e a cui ha partecipato anche il segretario Pierluigi Bersani, il gruppo ha approvato la proposta di procedere ad un atteggiamento di ostruzionismo con tutti i mezzi regolamentari possibili. Una volta invertito l'ordine del giorno per discutere subito della legge sulle cure palliative, il gruppo Pd non farà sconti a governo e maggioranza. "In un clima di assoluta e totale unità - ha detto Franceschini - abbiamo deciso un atteggiamento in Parlamento conseguente alla portata delle iniziative che abbiamo messo in campo".

Continua anche la linea dura di Antonio Di Pietro. Il decreto legge voluto a tutti i costi da “Benito” Berlusconi si è rivelato, inutile, dannoso, intempestivo e umiliante” così il leader dell’Italia dei Valori, intervistato dalla rubrica di SKY TG24 “Un caffè con …” commenta il decreto varato d’urgenza dal Governo.


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