Decreto salva liste, sit in di protesta in tutta Italia

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Manifestazione nazionale il 13 marzo, ma l’opposizione è già scesa in piazza. Presidi e cortei, bandiere viola e striscioni con la scritta: “La legge è uguale per tutti”. Bersani: “Napolitano non c’entra”. Di Pietro chiede l’impeachment

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L'opposizione scende in piazza contro il decreto legge interpretativo varato dal governo per superare l'impasse delle liste elettorali del Pdl in Lazio e Lombardia. Un provvedimento firmato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che in una lettera aperta ai cittadini ha spiegato che “bisognava garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici”, e pubblicato oggi sulla Gazzetta Ufficiale.

Il Partito democratico, che parla di "condono elettorale" e di decreto "ad listas", ha annunciato una manifestazione nazionale in piazza a Roma sabato prossimo. Ma già oggi si sono svolti sit in nelle varie piazze d’Italia Davanti a Montecitorio a Roma si è svolto un sit-in del "Popolo viola", la rete di associazioni costituita via Internet che ha già protestato con la sinistra contro i provvedimenti studiati dal governo in materia di giustizia. "Presidente non abbiamo capito", si leggeva su dei cartelli viola esposti dai manifestanti davanti alla sede del Parlamento, riferendosi alla firma di Napolitano al decreto legge. "Non capiamo e per questo chiediamo al Presidente della Repubblica di spiegarci perché lo abbia firmato", dicono i manifestanti, che hanno diffuso l'invito alla manifestazione anche via sms e Facebook, chiedendo di inviare una mail al Quirinale.

Parlando dalla manifestazione del Pd a Genova il leader del partito Pier Luigi Bersani ha annunciato: "Lavoreremo perché il giudizio su queste norme venga da una mobilitazione che vogliamo fare". E ancora: "Consideriamo nullo ogni accordo per la gestione di questa settimana parlamentare. Vogliamo che si pronuncino i livelli giurisdizionali, immaginiamo che questa norma possa essere messa ad una valutazione più attenta della Corte costituzionale". Per il segretario del Pd però il presidente della Repubblica non c’entra. "Il presidente della Repubblica non c'entra niente, non si nascondano dietro al presidente della Repubblica. La Costituzione la conosciamo. Loro sono responsabili di quello che hanno scritto, del trucco vergognoso che hanno introdotto".

Contro Napolitano si è espresso invece con toni duri Di Pietro, che sul suo blog oggi suggerisce vi siano "gli estremi per promuovere l'impeachment". “Ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se così fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l'arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta", ha detto Di Pietro. "Lo dico con tutto il rispetto per la sua funzione ma anche con il dovere che spetta ad una forza politica presente in Parlamento che deve salvaguardare la democrazia. Da subito ci attiveremo per mobilitare i cittadini onesti con una grande manifestazione a difesa della Costituzione contro quest'ennesima legge ad personam".

In Piazza del Pantheon a Roma, tra i manifestanti del centrosinistra, c’è anche Emma Bonino. "Sento un'angoscia profonda, non mi si dica di pensare a vincere e poi si vedrà. Chi ha fatto questo potrebbe essere capace di tutto. Dobbiamo aiutare le istituzioni a prendere coraggio e rispetto di se’. La posta in gioco che abbiamo davanti è drammatica per tutto il paese. Ci troviamo in un momento molto critico per la democrazia e per il nostro Paese".

Caos liste e decreto, le reazioni politiche:






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