Liste, Napolitano: "Esclusione del Pdl non era sostenibile"

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Il presidente della Repubblica spiega sul sito del Quirinale la firma al decreto interpretativo "inevitabile". Di Pietro attacca il Colle, il Pd lo difende. L'opposizione scende in piazza. E intanto il Tar della Lombardia riammette la lista Formigoni

Il presidente della Repubblica scioglie il suo solito riserbo e, sul sito ufficiale del Quirinale (leggi qui il testo completo), pubblica le motivazioni e racconta il percorso che lo ha portato a firmare il decreto interpretativo.

"Il problema da risolvere era, da qualche giorno, quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici" scrive il presidente Napolitano sul sito del Quirinale. "Non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana il candidato presidente e la lista del maggior partito politico di governo". Più avanti il capo dello Stato spiega come i tempi fossero troppo stretti per trovare un accordo legislativo tra maggioranza e opposizione e che il decreto legge era l'unica strada percorribile.

Nello stesso testo Napolitano afferma che il governo, giovedì sera, aveva presentato, in un incontro definito teso, un testo da lui giudicato non conforme alla Costituzione; testo poi modificato con la collaborazione del Ministero degli Interni e della Presidenza del Consiglio dei ministri fino al testo attuale. Il Presidente sottolinea, inoltre, che da nessuna parte politica sono giunte proposte per soluzioni alternative.

Nella lettera aperta ai cittadini, Napolitano non nasconde i contrasti con il governo e il rischio di arrivare a uno scontro istituzionale; eventualità che il Presidente voleva evitare. " La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti e divisioni, e ha messo in evidenza l'acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali. E' bene che tutti se ne rendano conto." E continua: "Io sono deciso a tenere ferma una linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo" e invita a "non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri.

Contro la scelta del presidente della Repubblica di firmare il decreto aveva usato dure parole il leader dell'Idv Antonio Di Pietro. "C'è la necessità - sostiene l'ex pm - di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca  faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni". In difesa del capo dello Stato si è espresso invece il segretario del Partito democratico. "Napolitano non c'entra" ha detto Pier Luigi Bersani.
L'opposizione ha indetto una manifestazione nazionale contro il decreto interpretativo per sabato 13 marzo, ma già oggi ci sono stati cortei e sit in diverse città dell'Italia.

Intanto è arrivata la decisione del Tar della Regione Lombardia che, accogliendo la richiesta di sospensiva della decisione della Corte d'appello di Milano, ha riammesso la lista di Roberto Formigoni alle prossime elezioni regionali.


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