Elezioni, quando il candidato tiene famiglia

Angelo Gava, figlio dell’ex ministro dell’Interno Antonio
1' di lettura

Mogli, fratelli, sorelle e figli di: le liste per le prossime regionali sono piene zeppe di parenti di politici che puntano sul cognome "famoso" e sperano così nell'effetto traino. Fotogallery

GUARDA LA FOTOGALLERY
L'album fotografico delle elezioni


di Cristina Bassi


La sintesi, schietta e disincantata, è di Annalisa Vessella in Pisacane: “Uso il cognome di mio marito, che problema c’è? – ha dichiarato al Corriere della Sera –. Mi avvantaggia, non sono stupida. E poi mica la legge lo vieta”. La signora Pisacane, 40 anni, è moglie di Michele, deputato dell’Udc e sindaco di Angerola, nel Salernitano. Si candida in Campania proprio per l’Udc, stesso simbolo, stesso cognome del consorte sui manifesti elettorali. Assicura di non essere estranea alla politica, perché ha fatto attività sindacale e perché stando accanto al marito, che l’ha sposata in seconde nozze due anni fa, si è appassionata alla materia. Per ora fa campagna elettorale dal salotto di casa, visto che è all’ottavo mese di gravidanza, “Niente grandi comizi, molto telefono”, spiega lei stessa. E il compagno la aiuta sul campo, commentando su Repubblica la vicenda con lo stesso realismo della signora: “Se c’è un lavoro da fare e uno fa il salumiere, non credo sia giusto privilegiare la salumeria degli altri”.

Annalisa Vessella potrebbe essere la portabandiera dei “parenti di” in corsa alle prossime Regionali, ma non è certo l’unica. Ed è la Campania a detenere il record. A dispetto del candidato presidente di centrodestra Stefano Caldoro, che il 9 febbraio scorso aveva dichiarato: il “no” del Pdl ai familiari di politici nelle liste per il Consiglio regionale “è una regola che ci siamo dati nel caso in cui qualcuno venisse imposto solo perché ‘figlio di’”. Anche se Caldoro ha aggiunto che “se invece qualcuno ha una persona in famiglia che fa politica, ma si è fatto valere, è noto che è bravo e ha fatto la sua gavetta, allora nessuno avrà niente in contrario a una sua candidatura”. Il giorno dopo lo stesso Silvio Berlusconi aveva assicurato: “Non ci saranno né veline né parenti nelle liste per le Regionali”.

Ma proprio nelle liste in sostegno a Caldoro l’album di famiglia è cresciuto senza controllo. Grazie alla nuova legge elettorale (la Campania non è però la sola regione ad averne una ad hoc, come sintetizza Lavoce.info), che debutta il 28 e 29 marzo e prevede una “regola di genere”. Se cioè si esprimono due preferenze, la seconda deve essere riservata a un candidato donna. Mogli, compagne, figlie, sorelle e nipoti quindi si sono moltiplicate. Ci sono Bianca D’Angelo, compagna dell’europarlamentare Pdl Enzo Rivellini, Monica Paolino, moglie del sindaco Pdl di Scafati (Salerno) Pasquale Aliberti, Flora Beneduce, moglie del consigliere Pdl Armando De Rosa, Salvatorina Moretto, figlia del consigliere comunale Pdl di Napoli Enzo, Maria Annunziata, sorella dell’ex sottosegretario del Mpa Andrea, Mafalda Amente, nipote del sindaco Pdl di Melito (Avellino) Antonio, Marianna Insigne, nipote del consigliere regionale Udeur Tiberio, Paola Raia, sorella dell’amministratore dell’ente turismo di Capri Luigi.

Sempre in Campania scendono in campo per la poltrona di consigliere altri due “figli d’arte”. Sono Angelo Gava, figlio dell’ex ministro dell’Interno Antonio, ed Ettore Zecchino, in lista con l’Adc di Francesco Pionati (centrodestra) e figlio di Ortensio, che fu ministro alla Ricerca scientifica nel governo D’Alema.
Nel Lazio corrono nelle liste a sostegno di Renata Polverini la moglie di Gianni Alemanno, Isabella Rauti, che in verità fa politica da anni e ora ha chiesto l’aspettativa dall’incarico di capo dipartimento delle Pari opportunità, e Pietro Sbardella, figlio di Vittorio, importante esponente della Dc nella Prima Repubblica. Bobo Craxi invece è capolista del Psi a sostegno di Emma Bonino. Al Nord corre a Brescia per le Regionali Renzo Bossi, figlio minore di Umberto.

Non rinuncia alla candidatura in Campania nelle liste dell’Udeur, nonostante un rinvio a giudizio, Sandra Lonardo Mastella, moglie di Clemente. Nelle Marche corre con Sinistra ecologia e libertà Iside Cagnoni, moglie del deputato Luigi Giacco, mentre a Bari Alfonso Pisicchio, vicesindaco della città e fratello del parlamentare Pino, si candida con l’Api di Francesco Rutelli.
Ancora in Puglia è in lista con il Pdl Mario Cito, figlio dell’ex deputato e sindaco di Taranto Giancarlo (condannato a quattro anni per concorso esterno in associazione mafiosa), in Liguria il candidato presidente del Pd schiera nelle proprie liste Francesca Tedeschi, nipote di don Baget Bozzo, e in Calabria Stefania Covello, figlia dell’ex parlamentare Franco, si candida con il Pd. Infine Fabio Pizzul, figlio del telecronista Bruno, è capolista del Pd a Milano e Tato Greco, nipote di Antonio Matarrese (e indagato nell’ambito dell’affaire Tarantini), è stato schierato dal Pdl nella lista “Puglia prima di tutto”, la stessa che candidò anche Patrizia D’Addario.

Leggi tutto