Regionali, verso un decreto interpretativo

1' di lettura

Stasera il Consiglio dei ministri. Apertura da parte del Quirinale. Da Bersani un no a scorciatoie. Formigoni aspetta la decisione del Tar. Anche il Pdl nel Lazio ricorre al tribunale amministrativo

CAOS LISTE, SEGUI IN DIRETTA TUTTI GLI AGGIORNAMENTI

Sono uscito dal Consiglio dei ministri dove stiamo facendo un decreto legge interpretativo delle norme che attengono alle elezioni in modo che speriamo di poter ritornare a dare il diritto di voto anche ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia": lo ha detto il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in collegamento telefonico con il ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto durante una iniziativa elettorale svoltasi in serata a Bari a sostegno della candidatura di Rocco Palese alla presidenza della Regione Puglia.
Sandro Bondi ha affermato che "il Governo sta cercando una soluzione"  che tenga "conto dei rilievi del Presidente della Repubblica, perché  è evidente a tutti, che se viene a mancare la competizione tra le maggiori forze politiche, il risultato elettorale sarebbe falsato.

Al Quirinale, a quanto apprende l'ANSA, si prenderebbe atto che il governo si è orientato verso l'ipotesi di un decreto-legge meramente interpretativo, e quindi non innovativo, della normativa vigente, accantonando la soluzione prospettata ieri sera al capo dello Stato. Il Colle, inoltre, prenderebbe atto che questo diverso provvedimento sarebbe adottato d'urgenza, tenendo presente l'esigenza di una rapida e certa definizione delle modalità di svolgimento della consultazione elettorale. A quel punto, stando agli stessi ambienti del Quirinale, i contenuti del provvedimento del governo sarebbero attentamente valutati appena sottoposti alla firma del presidente della Repubblica.

In precedenza Pier Luigi Bersani aveva detto che un rinvio delle elezioni regionali è "impensabile" e ha auspicato che nel Consiglio dei ministri convocato per oggi pomeriggio "prevalga il buon senso".

Bersani, a Lecco per una manifestazione elettorale del Pd, ha chiuso la porta ad ogni trattativa sulla vicenda delle firme per le elezioni regionali affermando che "non c'è spazio per strane scorciatoie. Noi siamo contrari. Ci sono già gli organi preposti come i Tribunali, la Corte d'Appello, il Tar e il Consiglio di Stato. Ieri è stato riammesso il listino della Polverini e questo dimostra che la decisione puo' essere presa dalle istituzioni competenti anche in tempi brevi".

"Siamo preoccupati di questa situazione, capiamo benissimo che non è una situazione ordinaria, ma attenzione all'arroganza, perché questo è insopportabile" ha detto Bersani. E ha aggiunto: "Ho sentito dichiarazioni che non sono accettabili e che scaricano le colpe su altri. Un po' più di umiltà e di serietà servirebbe perché questa volta il Pdl non potrà raccontarla come vuole".

La questione liste è ancora nel caos dunque.

Ieri il presidente del Consiglio è salito al Colle ma dal Quirinale sarebbe arrrivato uno stop alla possibilità di un decreto.

A Roma Renata Polverini festeggia il via libera al listino del Pdl nel Lazio. Mentre Roberto Formigoni, aspetta la decisione del Tar e attacca Pd e Radicali.

Caos liste, le reazioni politiche.





Guarda anche:

Regionali, stop al Pdl a Roma e a Formigoni in Lombardia
Elezioni Lazio, "ammessa la lista civica Polverini"
Feltri: il Pdl ha sbagliato, non può prendersela con nessuno
Galeotto fu il panino: Alfredo Milioni star su Facebook
"We are the world for Polverini", la parodia su YouTube

Leggi tutto