E a Lecco la Lega si gioca tutto

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Nella città natale di Formigoni il Pdl candida a sindaco Roberto Castelli, che ha il compito di battere un centrosinistra compatto e di risollevare un centrodestra diviso. I guai dopo la caduta del sindaco del Carroccio a ottobre e il commissariamento

Di Cristina Bassi

Un nome, un simbolo della Lega, una personalità di governo, una missione: salvare il centrodestra a Lecco. Roberto Castelli ha risposto “presente”, “per spirito di servizio” a Umberto Bossi, di cui è un fedelissimo, che gli ha chiesto di candidarsi alla carica di sindaco nella città che ha dato i natali a Roberto Formigoni e che da quasi vent’anni è un fortino del Carroccio. Ma dopo il pasticcio della Giunta decaduta a ottobre 2009 e del commissariamento, con le divisioni interne tra Pdl e Lega, il compito dell’ex ministro della Giustizia si annuncia arduo. Anche perché il suo sfidante Virginio Brivio è riuscito a ottenere il sostegno di tutto il centrosinistra, con una convergenza che fa invidia a molti candidati dell’opposizione in Italia.

L’elezione di Castelli è una strada in salita. A cominciare dalla vicenda che ha portato al commissariamento del Comune lo scorso autunno. Quando 21 consiglieri, tra cui cinque di maggioranza, hanno rassegnato le dimissioni per protesta contro il primo cittadino leghista Antonella Faggi, accusata di “immobilismo”. La Giunta guidata dal primo sindaco donna della città è caduta dopo poco più di tre anni di governo ed è stato nominato un commissario straordinario per il Comune, Sante Frantellizzi, già prefetto di Sondrio e di Como. “Non tutto il male viene per nuocere – ha commentato Castelli –, un consiglio così pieno di incompetenti come quello di Lecco non lo avevo mai visto. Finalmente si potrà fare pulizia”. Pdl e Lega sono d’accordo nel sostenere il candidato Castelli, che ha ricevuto anche la benedizione di Formigoni, anche se le divisioni sui nomi da includere nelle liste si sono fatte sentire fino all’ultimo.

Gli oppositori di Castelli lo accusano di candidarsi a un incarico che non potrà ricoprire con il dovuto impegno, a causa della sua “doppia poltrona”. L’ex Guardasigilli (che è tra l’altro presidente dei senatori del Carroccio) ha infatti annunciato che in caso di vittoria non lascerà la carica di viceministro delle Infrastrutture. “Questa opzione non è possibile al momento – ha spiegato –, perché stiamo gestendo infrastrutture per 12 miliardi per l’Expo. Mi organizzerò in modo di fare tutte e due le cose, rinunciando a quel poco tempo libero che mi resta. Il ministro Matteoli, che è sindaco di Orbetello, è stato molto carino, mi ha telefonato per farmi i complimenti e mi ha incoraggiato per andare avanti in questa scelta”. D’altra parte, fa notare qualcuno, la poltrona alle Infrastrutture può essere un vantaggio per perorare la causa delle opere lombarde. È accaduto di recente, scrive l’Espresso: a novembre Castelli ha convinto il Cipe a sbloccare 130 milioni per la Lecco-Bergamo.

Gli avversari di Castelli a Lecco sono Marco Cariboni dell’Udc, che come alle Regionali corre separatamente dal Pdl, Pino Pogliani di Forza civica (una lista al di fuori degli schieramenti) e Virginio Brivio, che secondo i sondaggi sarebbe favorito. Brivio è stato presidente della Provincia di Lecco, ma ha perso l’elezione per il secondo mandato nel giugno 2009 contro Daniele Nava, del Pdl. Il candidato del centrodestra è sostenuto da Pd, Italia dei valori, Appello per Lecco, Federazione della sinistra e Sinistra ecologia e libertà. Tutti uniti contro la Lega, che affronta una prova decisiva dopo 17 anni di governo. Nel frattempo la sua base elettorale si è trasformata da forza di protesta a blocco sociale fatto di lavoratori, giovani, piccoli imprenditori provati dalla crisi.

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