Caos liste, Formigoni: le nostre firme sono legali

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Il Governatore della Lombardia: "Faremo ricorso al Tar". Per Marco Cappato dei Radicali quello della Corte d'Appello "è un atto dovuto". Per Giorgio Napolitano si tratta di "un pasticcio". Polemiche per le affermazioni del ministro La Russa

Anche il capo dello Stato ha commentato il caos che sta animando queste elezioni regionali: "Un pasticcio", questo il termine usato, non senza irritazione, da Giorgio Napolitano che ne ha parlato in forma privata dopo il suo incontro con i vertici del Consiglio Europeo.

L'esclusione di Roberto Formigoni dalla Lombardia e della  lista provinciale del Pdl nel Lazio avrebbe fatto perdere la pazienza anche a Silvio Berlusconi. Il premier, racconta chi ha avuto modo si  sentirlo dopo la doppia bocciatura alle regionali, sarebbe molto  seccato dalla gestione della macchina organizzativa del Popolo della  libertà.

Intanto, si conferma la strada “obbligata” della giustizia  amministrativa e si guarda con fiducia a un ribaltamento delle  decisioni prese dalle Corti di Appello a Roma e Milano.

Nel pomeriggio erano state durissime le reazioni del ministro della Difesa Ignazio La Russa che aveva dichiarato:  Piuttosto che impedirmi di presentare le liste "mi avrebbero dovuto arrestare". Ignazio La Russa nelle ore precedenti aveva affaermato anche: "Non vorrei fare la parte dell'eversivo ma lo dico chiaro e tondo: noi attendiamo fiduciosi i verdetti sulle nostre liste, ma non accetteremo mai una sentenza che impedisca a centinaia di migliaia di nostri elettori di votarci alle regionali. Se ci impediscono di correre siamo pronti a tutto". Affermazioni che hanno sollevato molte polemiche.

"E' di tutta evidenza che non è nostra intenzione fermarci... Andremo quindi avanti ricorrendo al Tar fino al raggiungimento di un obiettivo che possa garantire il corretto svolgimento delle consultazioni di fine marzo", dicono in una nota il coordinatore regionale del Pdl Lazio, Vincenzo Piso, e il coordinatore del Pdl Roma, Gianni Sammarco.

Anche in Lombardia, dove Formigoni al momento risulta escluso dalla competizione elettorale, il Pdl farà ricorso al Tar. "Noi faremo ricorso al Tar e ci prepariamo a farlo al Consiglio di Stato", ha detto il governatore in una conferenza stampa.

Per Marco Cappato, del Partito Radicale, "L'ufficio centrale regionale non ha fatto altro che riconoscere doverosamente l'invalidità di troppe firme del listino di Formigoni. Si tratta di un atto dovuto" (guarda l'intervista).

Cauti i commenti provenienti dai vertici dal Pd. "Ci sono diversi sedi istituzionali che devono giudicare; aspettiamo serenamente che finiscano queste pratiche, e noi non cerchiamo avvenimenti che turbino la fisiologia del voto" ha affermato il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Detto questo - ha proseguito - ci sono regole uguali per tutti e tutti devono rispettarle. Credo che ci si debba rimettere alle procedure di garanzia che la nostra legge fissa a iosa. Di più non dico".

La Corte d'Appello di Milano aveva deciso l'esclusione della lista non ritenendo valide 514 delle firme a sostegno, dopo un ricorso presentato dalla lista Bonino-Pannella.

"Vediamo che nella sua deliberazione la Corte d'Appello di Milano ha anche provveduto a depennare dall'elenco delle firme valide da noi presentate un altro quantitativo di firme. Chiediamo allora che tale tipo di verifica venga effettuato su tutte le liste che sono state presentate", ha detto ancora Formigoni.

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