Bonino: l'esclusione del Pdl? "Sciatteria e impunità"

La radicale Emma Bonino, candidata per il centrosinistra alla presidenza della regione Lazio
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Per la candidata del centrosinistra le irregolarità del Pdl nella presentazione delle liste sono frutto di "di sciatteria, di senso di impunità e forse di una lite di fondo sui candidati". Il sindaco Alemanno: "Ricostruzione inaccettabile"

"Ci battiamo da anni contro regolamenti elettorali burocratici a livello demenziale e antistorici, ma non mi si chieda ora solidarietà per sanare violazioni pacchiane di leggi che nessuno, a parte noi, ha combattuto finora".  E' questo il commento di Emma Bonino, candidata alla presidenza del Lazio per il centrosinistra, sulle recente esclusione  della lista Pdl a Roma e del listino di Renata Polverini, che inficierebbe la candidatura della sindacalista dell'Ugl.

In attesa della decisione della Corte d'Appello, che dovrà valutare i ricorsi presentati dal centrodestra, in un'intervista a La Stampa, l'ex ministro del Commercio estero dice di non rallegrarsi "dell'assenza della principale lista opposta alla mia, così come non mi rallegro dell'assenza delle altre nostre liste escluse in tutta Italia".
"Sulla lista del Pdl - aggiunge la Bonino - è diverso, perché semplicemente non c'é e non so cosa si inventeranno".
Nel colloquio con il giornalista del quotidiano torinese, l'esponente radicale respinge poi le accuse di chi sostiene che quanto sta accadendo sia un attacco mirato per non far giocare l'avversario.
E alla motivazione ufficiale fornita dal Pdl laziale, secondo cui i ritardi nelle consegne delle liste erano dovuti a una banale pausa pranzo e all'acquisto di un panino del responsabile del partito Alfredo Milioni (guarda la fotogallery), la Bonino risponde: "Per me invece è un insieme di sciatteria, di senso di impunità e probabilmente una lite di fondo sui candidati fino all'ultimo".

Una ricostruzione, questa, che non è affatto condivisa dal sindaco di Roma Gianni Alemanno (Pdl): "ipotizzare che alla base di questo incidente ci sia stato un mio personale tentativo di sostituire il capolista per favorire un candidato da me sostenuto, è veramente una cosa inaccettabile - ha scritto il primo cittadino della capitale in una lettera al Corriere della Sera - Non si tratta solo di un'accusa offensiva che viene avanzata esclusivamente sulla base di presunte voci senza uno straccio di indizio concreto. Siamo di fronte a una ricostruzione dei fatti che risulta impossibile dal punto di vista razionale e materiale".

"Come hanno spiegato i responsabili del Pdl romano e laziale - ha aggiunto il primo cittadino - per alterare l'ordine di una lista è necessario modificare almeno duecento moduli di presentazione, reinserendovi tutte le firme dei presentatori. Che tutto questo possa avvenire nel corridoio di un ufficio elettorale è chiaramente impossibile e non può avere neanche una dignita' di ipotesi".
Secondo Alemanno, "la mancata accettazione della lista del Pdl a Roma è un evento tanto traumatico quanto incredibile, che genera frustrazione e rabbia per il rischio di non poter votare liberamente in elezioni così importanti come quelle regionali. Anche come primo cittadino della Capitale, al di sopra di ogni spirito di parte, sono francamente preoccupato delle conseguenze che avrebbe una elezione così alterata.(F.M.B)

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