Fini: affezionato al Pdl, ma così come è non mi piace

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Così il presidente della Camera risponde a un giornalista in occasione della presentazione del suo libro “Il futuro della libertà”. Ma non rinnega di aver sciolto An “perché credevamo nel bipolarismo, nell’alternanza e nell’europeismo”

Il suo futuro lo vede ancorato nel Pdl ma il partito, cosi com'à, non gli piace. Questa in sintesi la risposta di Gianfranco Fini ai giornalisti che, in occasione della presentazione del suo libro "Il futuro della libertà".

“Avendo contribuito a fondarlo sono affezionato al Pdl - dice il presidente della Camera - Mi sono assunto la responsabilità di consegnare al giudizio della storia 50 anni di vita nazionale cominciando con l'Msi sino ad An. Non eravamo alla canna del gas, An aveva percentuali a due cifre, ma ci siamo presi la responsabilità di dare vita ad un nuovo soggetto politico perché credevamo nel bipolarismo, nell'alternanza e nell'europeismo. Ma se mi chiedi – osserva Fini rivolgendosi al giornalista che gli ha posto la domanda - se il Pdl mi piace così come è adesso. Non è una caserma, ma non deve essere neppure un'anarchia”. E ha precisato: “Nessuna nostalgia dei partiti tradizionali di vecchio stampo. Solo al nord la Lega continua a vendere la Padania come facevano i partiti tradizionali vent'anni fa”.

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